Classici e Grandi Classici Disney

Che differenza c'è secondo voi tra questi:


 

E questi?


 

Per mia figlia, normalmente grande lettrice, una differenza enorme visto che legge soltanto i primi e snobba i secondi. Le ho chiesto il perchè e si è limitata a dirmi con aria di sufficienza 'sono più interessanti'. Qualche esperto Disney da queste parti?

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27 risposte a Classici e Grandi Classici Disney

  1. coloratissimo ha detto:

    Cara Amica,difficile aiutarti, sono un appassionato lettore di scrittura ma assolutamente impreparato sui fumetti. Ricordo Topolino e Paperino ma senza entusiasmo,amavo Linus &c.

  2. egle1967 ha detto:

    Mi sembra che uno dei due raccolga solo le storie più amate dai lettori, quelle hanno dato una svolta alle vite dei protagonisti….ma non so dirti quale dei due. Un saluto.

  3. Cosimopiovasco ha detto:

    Cogli impreparato anche me: è evidente che si riferiscano ad edizioni diverse (ma quali, e di chi? come giustamente notavi un paio di post fa, la ricerca su Google funziona solo col testo e non con le immagini, altrimenti sarebbe facile), quindi, probabilmente, anche a periodi, sceneggiatori e disegnatori diversi. E le differenze possono in effetti essere abissali.
    Bacioni, tuo
    Cosimo

  4. alessandra62 ha detto:

    Se le tue figlie esprimono una preferenza, significa che una differenza c'è e se li hai sfogliati entrambi , forse tu stessa potresti rispondere a questo quesito.
    Io tiro ad indovinare.
    Probabilmente i grandi classici sono i cartoni che hanno impresso la storia della Disney, grandi storie come Biancaneve, Lilly e il vagabondo, Il Re leone,Pinocchio e via dicendo, magari nei classici si tovano Paperino, Topolino, Gastone..e poi a ben pensarci sono tutti belli, tutti disegnati a mano, tutti grandi, a questo punto faccio una ricerca, clicco gandi classici e dopo classici Disney, vediamo cosa ne esce.

  5. jouy ha detto:

    Forse perchè alcuni fanno parte degli originali americani e tradotti in italiano, gli altri fatti in Italia dalla Disney italiana che se non erro ha cambiato anche editore. Di classici ne avrò un centinaio, degli settimanali, TOPOLINO, circa 2000, da alcuni anni non li comperiamo più. Prima li tenevo tuti in bella vista a doppia fila, ora occupano un armadio intero e stanno chiusi. Si potessero ritrovare quelli a striscia con BucciBucci!

  6. affabile ha detto:

    Comunque su vostro suggerimento  ho sfogliato i due giornalini paragonandoli; i grandi classici sono del passato (fine anni 50 inizio 70) i classici del presente (anni 90-2000) evidentemente si rivolgono a fasce d'età diversa, perciò mia figlia non apprezza cose troppo datate anche perchè incapace di capire i riferimenti all'attualità (tipo crisi petrolifera del 73)

  7. anonimo ha detto:

    Esatto Kyria la differenza è quella. Uno dei problemi che può avere la ragazzina è che per capire alcune deliziose prese in giro dei classici bisogna conoscere appunto  … "i classici". L' edizione del 46 de L' INFERNO di Topoloni è un autentico piccolo capolavoro, come il Paperin Furioso, o l' Odissea di Paperino o la presa in giro del Nibelungenlied. Ai miei remotissimi tempi erano cose che si conoscevano, ovviamente attraverso a riduzioni per ragazzini … e quindi riuscivi ad apprezzarne la sottile ironia. Ho due ricordi di quella serie (e forse ancora qualcosa nella Bibliotechina avita  (- anche se preferivo altri fumetti : Il Corriere dei Piccoli e il dr. Oss in particolare I classici dell' Audacia( – la blasonatura dell' emblema della Banda Bassotti "MANO RAMPANTE IN CAMPO ALTRUI" e con 4 parole distrussero tutta la scienza araldica del Crollalanza. e la poesia di Paperon Wotan (o giù di lì) "Era un re che amava la poesia
    Oro Tesoro
    Miniere Petroliere
    Diamanti Brillanti ….. Etc"

    Di quel periodo era anche fantastico TIRA E MOLLA, con Pugaciov il lupo della steppa… con disegni e avventure che sfioravano il surreale.
    Fra i capolavori invece del Corrierino, a parte la serie dei soldatini da incollare su cartone disegnati da Crepax. ricordo la ripresa del Principe Valiant, e il primo Hugo Pratt, e il primo Toppi (I cinque della Selene). Dino Battaglia  e le favolose storie del Dr. Oss di Gustavo Selva ("Mai Dire perchè i tempi passati sono migliori di questi, perchè la domanda non ha senso… SOPRATTUTTO SE PARAGONI IL SELVA DI ALLORA A QUELLO DI OGGI !!!)
     

  8. affabile ha detto:

    Interessanti le tue disquisizioni aralidche e linquistiche mi sono completamente sfuggite con gli occhi di bambina.
    Tu dici che 30  o più anni fa i bambini conoscevano meglio i classici tipo Dante quindi più normale la parodia dell'Inferno? Non so ho letto quel fumetto ma l'ho visto sempre destinato a un pubblico adulto.

  9. anonimo ha detto:

    No uscì negli anni 40 fine ed era tarato per chi leggeva Topolino, quindi un pubblico di ragazzini, non di adulti che snobbavano i fumetti. Il recupero del fumetto come elemento culturale è qualcosa che nasce negli anni '60 70 con i Peanuts e il mitico LINUS (tuttora in edicola con lo stesso taglio di allora). Il fatto che disegnatori come Toppi, Pratt, Crepax Jacovitti o lo stesso Manara disegnassero per il Corriere dei Piccoli (o il GIornalino della DOmenica) la dice molto lunga sull' evoluzione e rivalutazione del genere a livello di cultura, (mitiche le analisi sulla figura di Paperon de' Paperoni quale rappresentante del vetero capitalismo contro il Rockerduck rappresentante della nuova finanza che si stava affermando negli anni '70)
    Dico solo che i ragazzini della mia età leggevano libri oggi considerati classici (Verne, Salgari, a modo suo lo stesso Cooper, le riduzioni delle epiche  nazionali ad usum  ragazzi) e quindi avevano il retroterra "giusto" per capire o intuire l' ironia di un Paperin Sigfritto o di un Paperin Meschino. Oggi quanti ragazzini hanno letto una riduzione del Nibelungenlied, o anche semplicemente un romanzo di Verne, o di Dumas (anche ridotto. Non è obbligatorio beccarsi le 1200 pagine circa dei 3 moschettieri in versione integrale o del COnte di Montecristo !!!), o dello stesso Salgari, Quanti sanno, oggi, chi era Dharma (che a volte veniva dato pure come nome a "sventurate" infanti)   ????

  10. jouy ha detto:

    Oggi i bambini hanno a disposizione molte informazioni, forse troppe e non riesco ad elaborare. per noi era diverso. Un bimbo "moderno" viene distratto parecchio dall'immagine e si sofferma poco su ciò che legge. Aggiungo, eravamo più preparati noi, oggi un abisso tra un nonno acculturato (riportato agli anni infantili) e un nipotino.

  11. anonimo ha detto:

    Concordo sulla preparazione. In questi giorni ho scoperto (con notevole disappunto) che pochisssimi fra i coetanei di mio figlio (16 anni) ha letto una storia di ASTERIX … A parte la fantastica traduzione di Marcello MArchesi di Asterix e i goti ("GOTI CHE PICCHIANO I GOTI … E' UNA GOTURIA !! Capolavoro di nonsense) ricordo ancora gli .."ululati" delle risate nella lettura dei luoghi di ASTERIX in CORSICA. Sivispacemparabellum est ed ovest, ha segnato una generazione… come certe icastiche vignette apparse su Linus di Topor o di Quino…. Non so quanti oggi le potrebbero capire….. 
    E dire che con Asterix sotto (e il Carandini e Bianchi Bandinelli sopra) ho pure passato un esame di Archeologia e Topografia di Roma Antica.
    Mi preoccupa soprattutto la crescente povertà lessicale di molti ragazzini, la povertà lessicale porta inevitabilmente ad un pensiero piatto e sciatto.Oggi leggono Anime e Manga, dove tutto è lasciato all' immagine e poco o nulla alla parola… Dove sono le follie linguistiche dei primi puffi, l' ironia di certi LuckY  Luke o di UMPA PAH, o quelle meravigliose strip di Castelli e Fagarazzi ??? O di WIZ o di BC ? Giusto in qualche albo del GIornalino della Domenica prima che si modernizzasse !!!
    Che il mondo si stia incamminando verso la neolingua con 27 anni di ritardo ????

  12. tittidiruolo ha detto:

    Assolutamente interessante la disquisizione dell'Utente Anonimo.. mi vien voglia di approfondire..
     e dire che ero un appassionata lettrice di Tpolino e del corriere dei ragazzi negli anni 60…

  13. hacibekir ha detto:

    Caro Utente (poco) Anonimo, ti "odio" per aver fatto montare in me tanta nostalgia nello spazio di pochi cm quadrati…
    E se leggevi L'Intrepido negli stessi anni miei, ricordi certi supplementi dove si parlava di corone reali (ferrea, di santo Stefano, del Sacro Romano Impero…)  oppure di locomotive ?  

  14. anonimo ha detto:

    Caro Hacibekir approfitto un po' dello spazio di Lidia,,, (A proposito un giorno, magari in altra sede dovremo parlare del contributo del tuo nickname alle vicende umane e l' invenzione dei lokums soprattutto quelli aromatizzati all' acqua di rose o il kaymakli – anche se io da barbaro occidentale continuo ad adorare il bakhlava) Ho sempre pensato che nella nostra generazione i fumetti fossero assai più importanti di quanto non si pensi. Non solo come svago, ma attraverso loro filtrava un certo tipo di società e il loro "consumo" era, spesso, anche un riflesso della classe sociale che li acquistava. Leggere il Corrierino o il Giornalino della Domenica era anche una collocazione di campo (come anche il "Giornalino del Pioniere" o giù di lì che perà ebbe scarsa vita) esattamente come chi leggeva TEX non leggeva ZAGOR e viceversa. Scherzando si creavano delle sette lontane fra di loro quanto ariani e cattolici !!! Idem Intrepidisti contro Monellisti (preferivo il primo) o CAPITAN MIKI contro RANGER SOLITARIO… Trasversale BLEK MACIGNO che essendo ambientato nelle 13 colonie non ricordo avesse un suo contraltare. La cosa poi presguì con DIABOLIK contro KRIMINAL etc etc etc. Poi ci fu l' esplosione del '68 con la liberazione delle anime e …. dei corpi (soprattutto quelli femminili).
    Comunque i fumetti che io ricordo, adesso, con maggiore affetto a parte il Corrierino dei Piccoli, sono stati i Classici dell' Audacia (fumetti francesi tradotti dall' Arnoldo Mondadori. Fantastico il Prof. Mortimer Ho tutta la raccolta salvata da una madre iconoclasta con non poca fatica) gli inserti del Corrierino dei Piccoli quando in estate pubblicava i primi puffi (Pirulì e il faluto a 6 puffi è la prima storia) e primi Lucky Luke e la ristampa delle storie del principe Valiant. Visto che sono ragionevolmente "anonimo" Ti dirà anche che ricordo con molto piacere una ristampa degli anni '66 o giù di lì dei Flash Gordon americani del '37/38 che un mio cugino anziano (credo avesse 35 anni) mi passava in lettura. Disegni bellissimi, storie improbabili (ma quando mai una storia di avventure deve essere sempre essere probabile, specie a fumetti)..e, Ti dirò, a 11 anni quella Dale Arden e quella principessa Aura,  mi facevano pensare che forse nel mondo c'era qualcosa di più dei soldatini, della bicicletta rossa nr. 28, dei giochi in scatola, e delle nuotate in piscina con gli amici…                          

  15. affabile ha detto:

    Pur leggendo con interesse tutti gli interventi vorrei commentare solo i 10 e 11; non so dire se i bambini di oggi sanno elaborare di meno o sono meno preparati. Certamente sono diversi dai bambini che siamo stati noi, però io mi accorgo anche che l'offerta culturale della scuola è enormemente aumentata;in 4°elementare fanno problemi di matematica che io forse eseguivo in III media; conoscono correttamente tutte le civiltà antiche nelle loro differenze (io ai loro tempo studiai, a stento una mezza pagina ciascuna), saprebbero dire, tanto per fare un esempio i nomi  tutti gli Dei egizi e la caratteristica di ciascuno di loro (me l'hanno dimostrato al museo civico di Bologna); hanno nozioni di geografia che io forse manco all'esame dell'università; sanno elaborare una lettera formale o un biglietto di invito; forse a conseguenza di questo che il (poco) tempo libero è più votato allo svago che ad ulteriori approfondimenti.
    E anche i tanto vituperati videogiochi il cui abuso è certamente da stigmatizzare hanno la loro valenza positiva; chi conosce la serie 'Giulia' per ds nintendo, tanto per fare un esempio? Si apprendono attraverso Giulia i rudimenti di ogni mestiere; pronto soccorso medico, giardinaggio, gestione di un'attività commerciale e via dicendo.

  16. anonimo ha detto:

    Mi dispiace Lidia, ma non è di questo che si sta parlando. Il mio giudizio sull' impreparazione dei ragazzi oggi era riferita alla scarsa frequentazione dei libri o di certi libri, quelli che una volta erano "classici" .. E' ovvio che ci sono eccezioni,sempre, in una media sconfortante, Comunque non si chiacchierava sui sistemi educativi e sulla preparazione di oggi e quella di ieri , ma solo sul perchè tua figlia non amavi Grandi Classici. Quella serie raccoglie alcune splendide parodie disneyane, che per poter essere apprezzate necessita che il lettore, anche piccolo, abbia qualche cognizione dell' originale,  Se no la cosa sfugge, viene meno la sottile ironia e il divertimento a leggerle, Prese come storie in sè e per sè sono banalotte, inquadrate nel gioco della garbata ironia e presa in giro, sono splendide, Per poter capire Paperin Meschino, o Paperin Sigfritto, o Paperin di Tarascona bisogna conoscere anche a grandi linee il Guerrin Meschino, il Nibelungenlied e Tartarin di Tarascona. tutti libri che nessuno (o quasi) oggi legge, ma 45 anni fa erano abbastanza comuni e se non il libro la storia era nota. Esattamente come per apprezzare la Trilogia della Spada di Ghiaccio bisogna conoscere qualcosa di Tolkien e della letteratura Fantasy, se no la storia è sciocca. Quindi è possibile che non avendo il retroterra giusto (quel retroterra)  quelle storie non piacciano alle tue ragazze,  e ne preferiscano altre. Tutto qui,
    Un piccolo suggerimento, non si possono paragonare sistemi educativi troppo lontani nel tempo e con dislivelli sociali troppo diversi. E' un paragone ingiusto per tutti. Il sistema educativo deve formare una base per progettare il/un futuro e risolvere problemi contintenti. Se risolve questo "ha fatto il suo dovere".

  17. Cosimopiovasco ha detto:

    Non ho sufficienti conoscenze per giudicare, comunque l'interpretazione dell'anonimo (ma perché non firmarsi, poi?) mi sembra condivisibile.
    Ricordo anch'io di aver letto alcune piacevoli parodie disneyane, da Don Chisciotte alla Divina commedia al calviniano Visconte dimezzato, ma non ricordo assolutamente su quale collana. Ricordo però che erano di periodi molto diversi, alcune, per l'appunto, dell'anteguerra, altre piuttosto recenti.
    Bacioni, tuo
    cosimo

  18. anonimo ha detto:

    What's in  a name ? 
    in un blog e in Internet  tutti operano sotto un nickname, compresa la nostra gentile ospite… quindi" Utente Anonimo" può valere come un qualsasi altro nickname. In genere non amo comparire e una mia firma in fondo con un nick non avrebbe alcun valore, nè darebbe maggior peso alle mie affermazioni (di cui mi sono sempre assunto la responsabilità del contenuto sia che siano…"anonime" che firmate), mentre  la mia "firma" reale minerebbe, a mio sfavore, la "par condicio" fra gli utenti Internet. (le regole di Internet non le ho fatte io). Quindi diciamo che come esiste un' Affabile, un Cosimo Piovasco (di Rondò), un hacibekir …. può esistere tranquillamente un "UTENTE ANONIMO"
    Comunque, come gesto conciliatore, mi firmo, in via del tutto eccezionale, Vostro devotissimo
                                                                                         SDE

  19. affabile ha detto:

    Sì sono andata decisamente fuori tema (e anche questo in un blog è possibile, entro certi limiti;mi sa che stavolta li ho superati) però il mio discorso di partenza voleva essere semplice: i bambini di oggi studiano più 'istituzionalmente' e quindi hanno meno voglia di leggere; senza dire che oggi è meglio di ieri o viceversa (come mi pareva si affermasse nei due scambi citati); sono appunto sistemi diversi perchè diverso il contesto in cui vivono

    Quanto alle 'firme' c'è da dire che c'è Utente Anonimo e utente anonimo…quando come in questo blog ce ne uno solo, con uno sitle ben preciso è il suo stile stesso che fa da firma. Più complicato per me è chiacchierare in un blog in cui i commenti degli stessi sono molti e non si capisce bene con chi sto parlando.

  20. affabile ha detto:

    Riflettevo però  quanti spunti interessanti tra un post neanche troppo ragionato su una pubblicazione Disney. Grazie a quanti lo hanno permesso

  21. anonimo ha detto:

    Non ti preoccupare per l' uscita di tema…. In una  normale conversazione è altrettanto normale iniziare a parlare dei massimi sistemi e finire a parlare della composta di cipolle, come dalla composta di cipolle si può arrivare ai massimi sistemi. E' il bello e il fascino della conversazione libera, educata e civile. Uno dei piccoli plaisirs del menu della vita !!! Comunque il tema era in sè e per sè piccola eppure  quante cose. Un po' come il commento di Fisher alla k565: "Facile la forma, profondo il contenuto"

    Stavolta rimango anonimo….. 

  22. Cosimopiovasco ha detto:

    Concordo con Affabile e non con l'anonimo: un nick è comunque un'identità univoca (nessun altro oltre noi può firmarsi Affabile o Cosimo qui dentro, il sistema lo vieta – e le regole di Splinder non le ho fatte io ), mentre chiunque può commentare da anonimo, rendendo impossibile il riconoscimento fra i tanti che lo fanno.
    SDE mi va benissimo come identità, se dovessi ritrovarlo da me o altrove saprei con chi sto parlando, e tanto mi basta: grazie per la conciliazione…
    Concordo con SDE sull'uscita di tema: il bello di un blog, anche secondo me, è proprio quello di innescare commenti che possano allontanarsi di molto dal tema originario del post, senza per questo perdere d'interesse (anzi!).
    Un sorriso a tutti, vostro
    Cosimo

  23. jouy ha detto:

    Si conosco Giulia …., per il resto (scusami) mi consta il contrario. O a te toccarono insegnanti poco preparati o ne conosci di ottimi ora. Trovo che il programma delle elementari (almeno per quel che constato in Piemonte) si affida ad un numero spropositato di testi su cui dare risposta scritta. La vecchia scuola (da molti definita nozionistica) proponeva programmi paralleli, 3a,4a,5a, elementari con il trienni medio e mediosuperiore. Ecco che l'approfondimento avveniva in modo naturale. Vero che è cambiato il metodo d'insegnamento dell'aritmetica, preparando gli scolari alla scoperta della matematica. Per il resto … 

  24. jouy ha detto:

    Commentando in casa di Affabile non mi voglio spingere lontano. I commenti anonimi vanno benissimo se il gestore del blog ne conosce la provenienza, a tal punto anch'io mi sentirei più "libera". di argomentare. Il mio è chiuso agli anonimi, non per superbia, piuttosto per il malcostume in cui mi imbattei da neofita e priva di blog miei.

  25. affabile ha detto:

    Jouy, nessuna delle due, la mia maestra svolgeva i suoi programmi, le maestre delle mie figlie fanno i loro. Malgrado l'obbligo di 8 anni scolastici sia stato sancito dalla Costituzione nel 45 la scuola degli anni 70 era consapevole che molti dei suoi alunni non avrebbe completato il ciclo delle elementari (che si chiamava appunto ciclo),  quindi dava un'infarinata di tutto, poi ripeteva questo assunto per le medie e via dicendo, la scuola attuale immagina alunni che perlomeno arriveranno alla terza media e si regola di conseguenza.

    E W Giulia la cui valenza educativa resterà sconosciuta a gran parte degli adulti!

  26. jouy ha detto:

    Beata la Vostra Gioventù (quella dei miei figli), la mia è antecedente, diplomarsi era cosa di non molti, laurearsi pochi. Mia mamma alle elementari leggeva i Promessi Sposi. 

  27. tittidiruolo ha detto:

    ehm, non conosco Giulia..

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