A torto o a ragione

Qui sotto c'è stata una richiesta di un post sui direttori di orchestra. Non credo di avere le necessarie competenze per parlare di differenze di stili e tecniche (infatti là si accennava solo al diverso fascino degli stessi), però mi è tornato in mente questo film di qualche anno fa, dedicato a Wihelm Furtwangler, direttore dei Berliner durante il nazismo:


 

Non è un film facile anzi è anche un po' claustrofobico (si svolge quasi tutto in una stanzetta) e racconta degli interrogatori a cui l'artista fu sottoposto  dopo la fine della guerra. Aveva appoggiato o no il regime? L'ufficiale americano che lo interroga pensa di sì, fosse per il solo ruolo rivestito nell'arte in Germania, lui si difende dicendo che soltanto alla musica, che non può avere colore politico, si è votato. 
Mi piacque del film che riportava gli opposti punti di vista senza parteggiare per l'uno o per l'altro (oscillando forse leggermente in favore di Furtwangler) evidenziando solo questa tragedia collaterale della guerra che rende anche l'arte un ostaggio. Se volete un film pensoso e non banale, seppur un po' sofferto, consigliatissimo.

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13 risposte a A torto o a ragione

  1. egle1967 ha detto:

    Non lo conosco. Interessante mi sa che fa per me!

  2. GinoCerutti ha detto:

    Il film è piaciuto anche a me, e ci ho scritto un post:
    Grandezza e miseria di un uomo
    Un saluto cordiale!

  3. anonimo ha detto:

    passavo di qui…
    letizia

  4. ipitagorici ha detto:

    Mi ha incuriosito ! Se riesco lo guardo e ne parliamo, sono alla ricerca di titoli nuovi…

  5. Cosimopiovasco ha detto:

    Mi hai incuriosito: il film non lo conoscevo, l'ho cercato in rete e me lo sono guardato stasera.
    Ottimo lavoro, sia pure un po' troppo romanzato e a tratti enfatico; più che dalla parte di Furtwangler mi è parso, ideologicamente, intento a denunciare (lodevolmente, secondo me) la logica inquisitoria e vendicativa degli occupanti alleati nella Berlino dell'immediato dopoguerra (con eque frecciatine a tutti, dagli americani ai russi agli inglesi); significativa la battuta della segretaria che dice al maggiore: "Gli interrogatori della Gestapo non erano diversi dai suoi!".
    Dieci e lode a costumisti e scenografi; sempre bravo Keitel (uno dei miei attori preferiti, da I duellanti in poi), anche se forse un pelo esagerato e gigione, e Skarsgard gli tiene testa egregiamente.
    Geniale l'idea di inserire autentici spezzoni d'epoca; e le colonna sonora a base di Beethoven, Schubert e Bruckner fa il resto…
    Baci, tuo
    Cosimo

  6. affabile ha detto:

    Grazie del tuo commento Cosimo, a proposito di vanità..fa piacere sapere che hai impiegato una serata a vedere un film su mia segnalazione.
    Sulla tua precisazione hai esplicitato meglio una mia sensazione ma a volte il post necessariamente riassume poi i commenti, se arrivano sviluppano. C'è un blogghista che da poco si è affacciato da me che ha fatto una scelta radicale (ed economica in termini di tempo), mette solo le recensioni e locandina; i suoi ospiti, se vogliono commentano.

  7. alessandra62 ha detto:

    Hai saputo proporre molto bene il film, incuriosendo molto anche me, sia per l'argomento trattato che per le musiche e gli attori .
    Cosimopiovasco poi ha reso ancora più interessante il contesto con il suo approfondito commento che avvicinato al tuo post ne produce una recensione interessante e completa del film. Quindi complimenti ad entrambi.

    Leggevo proprio ieri la storia di Primo Levi ai tempi del Nazzismo, un altro esempio di come l'arte, la creatività e la capacità venisse soffocata  dai regimi o filoni di pensiero totalitari, quando essa dovrebbe essere innanzitutto espressione di libertà.

  8. hacibekir ha detto:

    pensavo proprio a WF quando parlavo di  direttori d'orchestra "non citati".
    E' un gigante tra gli interpreti. Conosco la sua vicenda ma non ero a conoscenza che ne avessero fatto un film.
    Ingiustamente paragonato a Heidegger ….
    E' morto nel 1954 a Roma dopo aver diretto un' integrale della Tetralogia.
      

  9. ondainlove ha detto:

    non l'ho visto… ma m'intriga, anche se un po' di claustrofobia l'idea della stanzetta in cui si svolge tutta l'azione me la dà…

    p.s.
    sto riflettendo sulla tua difesa ad oltranza di ester…

  10. jouy ha detto:

    Più che altro cupo, come oscuro fu il periodo che separò Berlino. Film che (ovviamente non questo) amavo seguire… oggi preferisco qualcosa di meno interoretativo e … tutto sommato tormentato.

  11. azalearossa1958 ha detto:

    Ciao, grazie per esserti ricordata dio me, nonostante il mio assenteismo ormai cronico…
    Ma come puoi vedere, ogni tanto mi riaffaccio alla finestra, mi mancate troppo!
    Ciao ciao!

  12. azalearossa1958 ha detto:

    Ovviamente… DI me, ovviamente…..

  13. jouy ha detto:

    INTERPRETATIVO!!!! oibò scrivere con le persiane chiuse!

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