Come si sta in mezzo a una guerra?

"Forse dovrei iniziare a raccontare anch'io come si sta in mezzo ad una guerra.", scrive La Talpa Stizzosa accennando a quella dei Balcani.

Io non posso dare testimonianze dirette ma conosco bene i racconti di mio padre, nato nel 1926 quindi adolescente negli anni della nostra.
I racconti di un ragazzino che vide una vittima dei bombardamenti decapitata da una bomba, il cui corpo continuava a pedalare in bicicletta
Che alcuni giorni doveva percorrere anche 100 chilometri a piedi da solo (mentre altri fratelli facevano giri analoghi per lo stesso motivo) per cercare nei paesi più fuori mano contadini disposti a vendere del cibo. E se trovava qualche uovo si poteva dire fortunato.E doveva lottare con se stesso per portarlo a casa e non mangiarlo subito.
Che nelle 4 Giornate fu catturato dai Tedeschi e riuscì a fuggire grazie alla sua corporatura mingherlina che mosse a pietà il gerarca fascista incaricato della sorveglianza.

Con un pensiero rivolto alla Libia, credo che a volte dimentichiamo il grande dono di vivere in pace.

(foto del web)

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19 risposte a Come si sta in mezzo a una guerra?

  1. bittatre ha detto:

    La pace è una cosa da tenersi stretta; solo quando ci manca ne capiamo il valore.

  2. DROMO ha detto:

    Mio padre era un fascista invece, faceva parte dei balilla e a 15 anni falsificò documenti per andare in guerra lo stesso. Suo padre fece le campagna d'Africa. Al suo ritorno, abbastanza sotto stress, sparava con la sua pistola ( era un ufficiale) alle mosche dicendo che non lo lasciavano dormire.

  3. affabile ha detto:

    Epperò, un bel tipo. Soprattutto per la storia delle mosche perchè quella di falsificare le date credo fosse una cosa piuttosto comune. Oggi si parla di bambini in guerra in Africa, dimenticando che sia nella resistenza che a Salò anche noi abbiamo avuti i nostri.

  4. mammaoggilavora ha detto:

    hai ragione. Mette i brividi pensare quante cose tuo padre ha visto da ragazzino, e così le persone della sua generazione. Mia madre da ragazzina ha perso la casa nei bombardamenti, hanno riiniziato da zero.
    e poi dopo la seconda guerra mondiale si sono creati i presupposti di una pace duratura nel continente europeo, e mica é poco… penso che dall'età dell'impero romano non ci fosse una pace così duratura in europa….

  5. affabile ha detto:

    E ora che ci penso questo post coincide con la festa del papà!

  6. ipitagorici ha detto:

    Io ricordo i racconti di mia nonna, e le sue peripezie per trovare del cibo. Solo che qua al Nord fu molto più lunga la questione, con i tedeschi…

    Invece il nonno era un marconista sulle navi, ha fatto l'Etiopia e la prima parte della seconda guerra mondiale… ma non l'ho conosciuto bene, purtroppo.

  7. jouy ha detto:

    La Pace non ce la regala nessuno, tocca difenderla 365 giorno all'anno.

    Mio Babbo Repubblicano Mazziniano Antifascista della prima ora (purgato con olio di ricino 3 volte) classe 1903, nel 1935 con altri 4 giovani (di cui uno di religione Ebraica) cercarono di raggiungere la Spagna a rinforzo di quella Repubblica e contro Franco. A Livorno li catturarono, uno sparì subito (l' Ebreo anche se il 1938 era da venire), li portarono a Napoli e li imbarcarono per l'Etiopia…..riuscì a scappare nel 1936. Lavorarono ai cannoni che non spararono mai. Proprio ieri una tv mandava in onda cannoni istallati su basi di cemento …. non spararono mai. Sono ancora lì!

    Sì è la festa del Babbo ….. mi fermo qui. Ciao Lidia.

  8. anonimo ha detto:

    si racconti di guerre in casa ci hanno riempito la crescita.. memoria che si son come dimenticate in 60 anni di pace

  9. tittidiruolo ha detto:

    di ricordi di esuli e di guerre sto mettendo in ordine lòa libreria.. avrei voglia di racconti di pace.

  10. affabile ha detto:

    Titti il fatto come diceva qualcuno è che non la sappiamo apprezzare e nessuno ci scrive sopra. Sarebbe bello però. Ora sto leggendo un libro bellissimo di storie di condannati a morte salvati, non c'è giustizia senza vita si chiama, ecco in un certo senso è un libro di pace.

  11. cautelosa ha detto:

    Anch'io penso che non dovremmo mai dimenticare l'enorme importanza di aver sempre vissuto in un periodo di pace.
    A volte sottovalutiamo questo grande dono, dandolo per scontato…
    Anni fa ero rimasta impressionata fortemente dal libro autobiografico 'Il diario di Zlata', scritto da una ragazzina di Sarajevo, con il terribile passaggio da una normale vita di pace, con tutte le aspettative, i sogni, i momenti piacevoli che essa comporta, alla durissima situazione di una guerra.
    Da leggere e poi riflettere… 

  12. lucy1957 ha detto:

    Purtroppo si parla tanto di pace, ma siamo invasi di guerre.
    Leggere  testimonianze ci fa capire quanta sofferenza  porta e non solo per chi muore ma anche per chi rimane.
    Ps. I fiori di San Giusepe sono dei narcisi di giardino gialli, li chiamano così perchè sbocciano in questo periodo .
    Ciao

  13. lucy1957 ha detto:

    Mi correggo "Giuseppe "

  14. missi ha detto:

    Noi non siamo in guerra, lo dice il Presidente Giorgio Napolitano e mi viene da chiedermi se anche la parola ha perso il suo significato.
    Certo…nn mandiamo interi eserciti alla conquista di popoli e territori, siamo diventati bravissimi a mascherare le azioni di guerra, trasformandole in operazioni umanitarie… ma sono certa, il milione di Iracheni che abbiamo contribuito ad uccidere nn sarebbero d'accordo su questa nostra descrizione, nn lo sarebbero neanche le vittime civili Afgane e Pakistane.
    In realtà siamo vissuti in guerra, da almeno 11 anni, ogni giorno, continuamente in guerra…solo ora è più "vicina".
    E' una buona ragione per rifiutarla? Io dico che c'erano delle buone ragioni anche prima.

    Buon pomeriggio Lidia 🙂

  15. talpastizzosa ha detto:

    Io invece non ho ancora la voglia di parlarne, forse perche' nessuno mi vuole ascoltare

  16. giarre ha detto:

    l'utente anonimo sopra ero io

  17. affabile ha detto:

    Missi non l'abbiamo in casa ecco. E quindi sembra tutto più indolore. Comunque proprio non so che pensare sulla Libia, se G. faceva una carneficina sugli insorti non li avremmo poi avuto noi sulla coscienza? Certo vedere la mia città la base di un comando da cui amministrare bombe pure mi fa male, molto

    Talpa tu senti che nessuno ti ascolta, il padre di Dromo parlava e il figlio diceva fammi vedere la tv…mi sembra di risentire Eduardo De FIlippo in Napoli milionaria

    Sì Laura si capiva c'era la casetta

  18. Wolfghost ha detto:

    A volte in nome della liberta' e' necessario perdere la pace, anche se solo momentaneamente.
    Speriamo ne vengano fuori presto…

  19. affabile ha detto:

    Già speriamo. Oggi si parla di timidi tentativi diplomatici….

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