Maternità e professione

L'amministratrice del mio grosso condominio è in carica da tre anni.

Prima di lei c'era un incompetente completo ora c'è lei che non è tremenda ma alcune mancanze le ha. Le ho fatto notare (ho poi saputo che non sono stata la sola, quindi spargevo sale…) che 15 mesi per un consuntivo sono un po' troppi e non ha gradito. "E mi dispiace che me lo fai notare proprio tu che sei una donna, sapendo della mia maternità".

Non mi piace. I figli non possono divenire scudo alle nostre mancanze professionali. Non credo di aver mai detto a un cliente, uomo o donna che fosse 'non seguo bene la sua pratica perchè ho avuto due gemelle'

Mi sta bene che un'amica possa sfogarsi con me della sua difficoltà a conciliare – anche io l'ho vissuta – meno che me lo dica quella che in un certo senso è una mia dipendente.

Non nego che il problema esiste: gli uomini (di solito) non aiutano e le donne che hanno una professione, soprattutto se impegnativa, si arrampicano sugli specchi. Qual è la soluzione? Che nel momento che voto per amministratrice una futura madre dovrò aspettarmi meno solerzia, o perlomeno meno velocità, da parte sua, per sua stessa ammissione? Fanno quindi bene i selezionatori del personale a chiedere a una donna 'Lei è sposata'?

Che brutto discorso.

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23 risposte a Maternità e professione

  1. Wolfghost ha detto:

    Come sempre, voto per la "via di mezzo" Va bene la comprensione per contrattempi dovuti alla vita famigliare, ma un limite ci deve essere. Parilamo insomma di "ritardi ammissibili" e che non compromettano il lavoro. Altrimenti, come dici te, ben si capirebbe perche' i datori di lavoro prediligono le donne senza figli piccoli e senza intenzione di farli.Un caro saluto!

  2. affabile ha detto:

    Lei mi ha fatto questo discorso che neanche è sbagliato "con il vecchio amministratore che per 4 anni non ha mai indetto riunioni e fatto bilanci nessuno ha detto niente, a me che sono una donna e mamma per un ritardo neanche così grosso (perlomeno rispetto all'altro), tutti a darmi contro, anche le donne come te".Secondo me la prima parte va bene la seconda no. Va bene dire datemi il tempo visto che a quello gliene davate non va bene dire io ho bisogni di tempo perchè sono mamma (e tu che sei donna devi capirmi)

  3. Frittata ha detto:

    Occorre comprensione verso la signora che, a sua volta, non farà troppa leva sul suo stato di maternità rilasciandosi nei ritardi.Per gli interventi di emergenza come sta messa? Rimanderà l'ora della pappa per le improvvise improrogabili riparazioni?

  4. anonimo ha detto:

    le donne hanno questo problema e vanno comprese e aiutatema va messo in conto professionlmente quando si pensa di costruire una famiglia si puo' fare abbastanza bene sia la mamma che la professionista a patto che si abbia una rofessione che te ne lascia la possibbilita' questo e' il problema della donna e questoo ci si avvale degli aiuti esterni o si allenta il livello professionaleben precisandolo ovviamenteper esempio un bel part-ime aiutainsomma scegliersi il lavoro in funzione al proprio modo di vivere la famiglia( un ragionamento assurdo lo so in particolarmodooggi che il lavoro scarseggia per tuttifigurati a cercartene uno in funzione al prorpio viverema questa e' la condizione della donna

  5. affabile ha detto:

    Sì Frittata sono d'accordo con la tua moderazione come anche quella di Wolfghost, la comprensione ci deve essere ma per piccoli impedimenti non come giustificazione a un anno di ritardo (e lei mi dice ma il precedente, uomo, era peggio). Quello che mi spaventa di questo discorso è che usi suo figlio per i ritardi (e non per una comprensibile mattinata in meno per la febbre improvvisa del pupo) ' strutturali'Utente anonimo, concordo con te sul fatto che è difficile discorso oggi che il lavoro scarseggia per tutti, meno sul fatto che parli di 'condizione della donna' e non di genitorialità. Perchè non citi i  papà? Perchè non allentano anche loro?

  6. kymma ha detto:

    vabbè la maternità tocca a tutti, forse dovevano mandarvi un sostituto

  7. tittidiruolo ha detto:

    No, non lo ammetto. Ti do ragione, poteva trovare un altro argomento, lodevole per la sincerità, ma non va affatto bene. o allenti la professione e avverti, "causa motivi privati il conuntivo sarà presentato a scadenza..x.."..

  8. giarre ha detto:

    NON SOLE SCUSE MI PIACCIONO POCO SEMPRE QUALUNQUE SIANO I MOTIVIMI PIACCIONO LE PERSONE CHE RISPETTANO SE POSSIBILE LE SCADENZECOMUNQUE ARRMPICARSI CON GLI SPECCHI É BUFFA…IO CONSOCEVO ARRAMPICARSI SUGLI SPECCHI.

  9. affabile ha detto:

    Kymma non è cose semplice. Lei è una libera professionista, ha lottato per questo lavoro, allontanarsi per maternità significherebbe perderlo.Titti e Laura io umanamente la capisco eh. Comunque mi dà fastidio il suo richiamo alla mia umana comprensione femminile. Io sto guardano una professionista in quel momento e non una mamma ai giardinetti.Eppure mi chiedo al di là del mio disagio di cliente come può fare una donna a conciliare maternità e libera professione soprattutto se richiede impegno e rispetto delle scadenze? Io l'unica soluzione che vedo è il maggior impegno dei papà. Ma tra il dire e il fare..Laura correggerò. Peccato però in effetti era buffo 🙂

  10. Cosimopiovasco ha detto:

    Ineccepibile la tua analisi Lidia… troppo comodo ribaltare certi problemi sulla clientela…Certo bisognerebbe capire meglio il contesto, il come ti abbia detto quella cosa… Tanto per dire, anch'io lavoro in proprio (e da solo!) e, pur essendo maschio, ho avuto problemi altrettanto gravi (e meno prevedibili) di una maternità, tipo starmene in ospedale malconcio per circa un mese… e i miei clienti ovviamente rognavano; e anch'io ho detto loro: "Gente, sono messo così e di più non posso fare. Se non potete avere pazienza trovatevi un altro fornitore", e mica ho rimproverato quelli che l'hanno fatto…Sicché se il senso del discorso era: "Il motivo del ritardo è questo: se non potete sopportare i miei ritardi cercatevi un altro amministratore" è senz'altro condivisibile, se invece intendeva: "Io sono donna e quindi discriminata ecc. ecc. e voi dovete capirmi (e tollerare tutto)" allora decisamente no. Una sorta di terrorismo psicologico di bassa lega, direi.Bacioni, tuoCosimo

  11. tittidiruolo ha detto:

    Continuo a dire che non approvo, e condivido Cosimo…

  12. affabile ha detto:

    Sì Cosimo era la seconda ipotesi, perciò non mi è piaciuta.In fondo la penso come Giarre. Al di là delle motivazioni il problema sono le scadenze non rispettate e le scuse. Che poi coinvolgano il bambino mi dà fastidio.Eppure un disagio rimane. Ha in fondo ragione? Io, come donna  e mamma sono 'tenuta' a comprenderla più degli altri? O invece ho diritto ad avere una che rispetta le scadenze e chissenefrega se è una mamma?

  13. missi ha detto:

    Credo sia da considerare una linea di "mezzo". Certo nn è comprensibile un ritardo del genere ma è un po' meno comprensibile abbiate aspettato 48 mesi senza mai lamentarvi…forse la signora si sente "giustamente" discriminata nel confronto tra i suoi ritardi e quelli del precedente amministratore e nn discriminata in generale. Sul discorso " Perchè non citi i  papà? Perchè non allentano anche loro?" ritengo nn vengano citati gli uomini nei ritardi dovuti a responsabilità genitoriali perché sono meno frequenti…in realtà e tranne pochi casi limite, nella condizione di entrambi i genitori lavoratori, i ritardi e le assenze vengono spesso affidate alle donna…Perché? Perché forse è lasciata a lei la responsabilità primaria…nn è giusto e nn è una ragione valida ma è la realtà.Quanto alla richiesta di una maggiore comprensione proprio perché mamma…forse esternava solo un disagio e chiedeva solidarietà.Buona domenica cara 🙂

  14. tittidiruolo ha detto:

    Non sentirti in imbarazzo, lei è una lavoratrice  mamma per bisogno e per scelta.Ogni ritardo deve essere giustificato professionalmente, se non è stabilito prima.. ehiii come insegnante non sono mai stata giustificata nel ritardo perchè avevo fatto la notte con i figli con l'otite….

  15. talpastizzosa ha detto:

    Hai perfettamente ragione, se non sai gestire lavoro e figli o cambi lavoro o ti stai a casa! Fetente? No! E poi questo fatto di nascondersi dietro la maternità, poteva dire diversamente del tipo "Ha ragione, con la maternità ho difficoltà" ma non puntualizzare che siamo donne e quindi ci vuole la comprensione femminile… non farti tanti problemi!

  16. laghira ha detto:

    Bravissima!Ben detto.Io ho un sacco di colleghe che tiran sempre in mezzo i figli quando si tratta di far turni particolati o robe simili.Mah…bacio bella:*

  17. UnderWetBastard ha detto:

    Hai ragione, è un brutto discorso, quello dell'amministratore però!Cercare il tuo consenso appellandosi ad una certa "comprensione" è stato un brutto gesto da parte sua

  18. azalearossa1958 ha detto:

    Non va bene… proprio perché sa che tu sai com'è, non può sperare di giocare sulla comprensione!Dillo ad uomo che non sa come sia, e magari ti rassicura pure…

  19. affabile ha detto:

    Giusto Azalea non ci avevo pensato! Proprio perchè io lo come lavoratrice che significa con me come scusa non va bene. Ecco perchè il mio disagio

  20. Wolfghost ha detto:

    Mah… forse è solo rimasta spiazzata ed ha reagito in quel modo "La miglior difesa è l'attacco si dice"

  21. affabile ha detto:

    Eh sì caro Lupo….mi sa che si è ispirata a qualche politico…

  22. ElisinoB ha detto:

    Discorso complesso, sicuramente. A mio avviso un genitore, uomo o donna che sia, non dovrebbe mai usare i figli a scudo per giustificare le proprie mancanze lavorative.Anche se in un certo senso posso capire il problema.Quello che trovo ingiusto, infatti, è che non ci siano posti sufficienti all'asilo nido per tutti i bambini. Che i costi, anche per poche ore al giorno, siano esorbitanti. Che uno debba per forza fare conto sui nonni…La tua amministratrice, insomma, non è stata molto professionale anche se io come donna posso capirla.Un saluto!

  23. mammaoggilavora ha detto:

    bruttissimo discorso, anche perche' si e' fra adulti responsabili, uno non può abusare della scusa della maternità per glissare sulle proprie mancanze professionali… e il fatto che alcune lo fanno si ripercuote su tutte le altre che si trovano un muro di pregiudizi da abbattere sul fatto di lavorare e avere figli…la penso come te…

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