Film tratti da libri

Quando ho fatto il post su "La storia infinita" non immaginavo che il libro da cui era tratto era stato così amato e letto come è emerso dai commenti. Il blog inteso come confronto arricchisce sempre.

Gino il titolare del blog colorisonori che reputo molto interessante e consiglio di visitare a tutti (anche se poco aggiornato…peggio del mio!), dopo aver scritto che lui (l’unico se non sbaglio) preferisce il film annota:

"Del resto accade spesso – quando un libro "diventa" un film – che s’inneschino infinite discussioni su cosa sia meglio: il libro o il film. Si tratta di due strumenti di comunicazione diversi che vanno perciò utilizzati in modo appropriato, e giudicati ciascuno secondo le emozioni che riescono a suscitare."

Sono d’accordo con lui…è impossibile non fare paragoni quando si vede un film tratto da un libro…io l’ho fatto anche qui quando ho parlato di film. In genere perde sempre il film anche se in taluni casi ho apprezzato la riduzione (l’ultimo guerra e pace televisivo, Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, Amleto di Kenneth Branagh e molti altri).

E voi? gradite tali film, restate sempre delusi o ne riuscite ad apprezzare qualcuno?

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24 risposte a Film tratti da libri

  1. tittidiruolo ha detto:

    Ciao! evito di guardare il film dopo che ho letto il libro…vedi ad esempio Caos Calmo, letto il libro e basta.quando sono andata a vedere anche il film ho sempre pensato "meno male che ho letto il libro, sennò non capivo…"Però riguardo al fil Il riccio, tratto dal libro " l'eleganza del riccio", devo fare una eccezione, il film è delizioso….

  2. giarre ha detto:

    a me in genre piacciono tutti e due anche se in modo diverso

  3. missi ha detto:

    Sono d'accordo con Colorisonori, due mezzi di comunicazione, entrambi completi, belli alla stessa maniera, diversi solo nel metodo.Delusa? Nn resto mai delusa :)Buona serata cara, baci 🙂

  4. Diamanteviola ha detto:

    Di solito preferisco i libri perchè sono più libera di immaginare…Ciao!

  5. Cosimopiovasco ha detto:

    Sbagli, Lidia , anch'io sono del tutto d'accordo con Gino… ma sei giustificata, visto che stavi compilando questo post mentre io ancora non avevo scritto il commento… e non mi ripeto, chi è interessato lo può leggere nel post precedente…Qui la cosa è un po' più complicata e tu – mi perdoni, Lidia? – secondo me l'hai semplificata un pelino troppo…Qualche appunto a ruota libera:> Amleto c'entra poco nel discorso, è un'opera teatrale e non un romanzo, e il cinema del teatro è parente, più o meno stretto: i film tratti da opere shakespereiane sono, in genere, buoni, specie quando firmate da registi (anche) teatrali; così l'Amleto di Branagh e ancor più quello di Laurence Olivier (ma di gran lunga meglio il suo Riccardo III), Il mercante di Venezia di Michael Radford e via discorrendo… sorprendente invece il quasi capolavoro firmato da un ragista molto poco teatrale come Roman Polanski col suo stupendo Macbeth;> ci sono scrittori e scrittori, alcuni più altri meno cinematografici; i grandi russi secondo me lo sono, Guerra e pace o Delitto e castigo sembrano, nonostante l'epoca, scritti per lo schermo; così, tanto per cambiar genere, Jules Verne; molto meno Edgar Allan Poe, e infatti le riduzioni cinematografiche dei suoi lavori sono tipici film di serie B, alcuni, a onor del vero, anche gradevoli;> in quest'ottica ridurre Carlo Emilio Gadda a film è, secondo me, una bestemmia se non una specie di ossimoro: la prosa di Gadda è il tipico esempio di ciò che possa esprimere la parola al di là dell'immagine, quindi per definizione non trasportabile sullo schermo; nonostante ciò del film di Pietro Germi tratto dal Pasticciaccio (Un maledetto imbroglio, 1959) ho sentito parlar bene da più di un critico (non mi pare di averlo visto), e lo stesso Gadda (al tempo ancora in vita) approvò la sceneggiatura…In conclusione, per alleggerire un po' la seriosità precedente, una proposta di giochino: nominare cinque bei romanzi e cinque film ugualmente belli tratti da essi, ovviamente comincio io:1) Farehneit 451 – Ray Bradbury/François Truffaut2) 1984 – George Orwell/Michael Radford3) Il corpo/Stand by me-Ricordo di un'estate – Stephen King/Rob Reiner (ok, ok, pignoli! è un racconto e non un romanzo, me lo passate lo stesso?)4) Il pranzo di Babette – Isak Dinesen (Karen Blixen)/Gabriel Axel (idem c.s.)5) La spartizione/Venga a prendere il caffè da noi – Piero Chiara/Alberto LattuadaBacini ini, tuoCosimo

  6. azalearossa1958 ha detto:

    In genere preferisco il libro, perché più completo.Poi può essere che anche il film mi piaccia, ma finisce sempre col deludere un po'.Ciao, serena notte!

  7. ziacris ha detto:

    io rimango sempre delusa dal film, meglio il libro c'è più atmosfera, nel film qualcosina si perde sempre

  8. Errante91 ha detto:

    Ciao!Quoto Colorisonori e Cosimopiovasco nell'essenza, e quindi posso dire che preferisca il libro come mezzo di comunicazione anche se non disdegni per niente il cinema. Però non posso negare che sebbene un film in confronto al libro perde qualcosa può essere comunque un buon prodotto e quindi non avere niente da invidiare al libro, così se rimango deluso è nel caso specifico e non in generale.

  9. hacibekir ha detto:

    Sono pregiudizialmente a favore del libro, rispetto alla sua versione filmica, con tre eccezioni (nel senso – restrittivo, forse – che il film non tradisce il libro) Arancia meccanica di Kubrik, Guerra e Pace di Bondarciuk e Il Gattopardo di Visconti.

    Ultimamente, non ho avuto il coraggio di andare a vedere "L'eleganza del Riccio" (come si fa a rendere in immagini la geniale spiegazione della fenomenologia di Husserl?) o "Uomini che odiano le donne"  (l'attrice che interpretava Lisbeth Salander non corrisponde per niente all'idea che mi sono fatta del personaggio, leggendo le quasi 2000 pagine della trilogia).

     

  10. colorisonori ha detto:

    Grazie per la citazione! (arrossisco)Tempo fa mi sono appassionato a un grosso tomo scritto da un personaggio strano, un po' avventuriero, un po' cialtrone, un po' delinquente, un po' santo. Il libro (autobiografico)  è "Shantaram" di Gregory David Roberts. Molte cose mi hanno colpito di questo libro, ma tra tutte cito la scoperta di come si possa essere davvero felici pur vivendo nella straripante povertà di uno slum di Bombay, e di come perciò il concetto stesso di povertà sia assai relativo (quando si riesce ad essere felici si è veramente ricchi). A quel tempo seppi che Jonny Depp si era interessato al libro e che ne aveva acquistato i diritti per trarne un film. Ebbene, anche se il libro mi ha dato tanto, non vedo l'ora di vedere il film. Jonny Depp mi piace molto e credo che possa fare un piccolo capolavoro (come è accaduto per altri suoi film precedenti)

  11. letiziajaccheri ha detto:

    la storia infinita non me la ricordo.baci cara

  12. juliaset ha detto:

    Mi perdonerai, non riesco a risponderti del tutto seriamente perché mia figlia da un mese a questa parte mi racconta in continuazione questa barzelletta:Due capre affamate vagano nel deserto da giorni senza nulla da mangiare. Ad un tratto scorgono la bobina di un film in mezzo alla sabbia. La prima capra urla: <<Guarda, finalmente qualche cosa da mangiare!>> e si divora tutta la pellicola. L'altra capra guarda stupita la prima ed esclama: <<Allora, com'era?>> <<Mah… era meglio il libro>>. Comunque…anche io di solito preferisco il libro!:-)Un abbraccio e scusa per la latitanza.

  13. ElisinoB ha detto:

    Hai sollevato una questione sempre attuale.Io personalmente preferisco i libri. I film mi deludono. Ho letto il racconto “An education”… non che mi abbia convinto, ma mi ha lascito immagini sicuramente vivide. Il film, al contrario, sebbene recitato magistralmente, mi ha quasi sempre annoiato.Ti mando un caro saluto… e grazie per il tuo incoraggiamento nel mio blog. Ti dirò, ho passato una brutta influenza… A presto!

  14. AgapeMark ha detto:

    io preferisco il film…… è meno "Faticoso" da seguire……..mi chiamerai ignorante????vabbè pazienza… ma di libbri ne ho letti troppi…..un ab

  15. ladolcetempesta ha detto:

    a favore dei librispesso quando ho letto il libro e poi visto il film ne sono rimasta delusasalvo per alcni che sono stati un capolavoroanche in visione per esempioil miglio verde e io non ho pauranon so se riesco a ripassare e forse e un po' prestino ma questi sono giorni pieni tra casa lavoro e nipotameindipercui s enon riuscissi a farlo ti auguro una serena pasquamagari con il sole cosi  da fare la mitica gita del lunedi' in albisbacioni

  16. keypaxx ha detto:

    Non sempre un film è in grado di rispecchiare la bellezza di un libro.Tanti auguri e serenità per una lieta pasqua.^_________^

  17. ondainlove ha detto:

    a me è piaciuto come è stato reso Un giorno perfetto della Mazzucco, Non ti muovere della Mazzantini e anche Come Dio comanda di Ammanniti,purtroppo mi sono persa A single man. il libro, Un uomo solo di Asherwood mi è piaciuto molto: spero di recuperare il film per vedere com'è stato reso.

  18. azalearossa1958 ha detto:

    Sono passata a lasciarti gli auguri, cara Lidia, anche se un po' in anticipo, ma non so come andrà nei prossimi giorni… quindi…Con tanto affettoGiusy

  19. carlac ha detto:

    Un passaggio veloce per augurarti una serenissima PASQUA, un abbraccio Carla

  20. Frittata ha detto:

    Augurissimi per una Buona Pasqua.

  21. Fioredicollina ha detto:

    auguri da me e dai mitici pelosi! Buona Pasqua a te e familiari!

  22. Cosimopiovasco ha detto:

    Auguroni di Buona Pasqua, tuoCosimo

  23. affabile ha detto:

    Ringrazio tutti per gli auguri.Quanti spunti interessanti che mi avete dati peccato che le risposte bloggistiche senza immediatezza perdono un po' di senso…le ho lette tutte con attenzione e ne terrò conto.Bellissima la barzelletta della figlia di Juliaset e Cosimo 5….erano un po' troppi no?

  24. anonimo ha detto:

    Quando ho letto il tuo post ho pensato subito all'ultimo film-libro che ho visto: Il bambino con il pigiama a righe. Non c'é paragone con il libro.Mi dispiace per Mark Herman (il regista) ma nel film sono stati tralasciati molti dettagli a mio parere importantissimi, dalla figura del bambino che pronucia le parole con la bocca a forma di "O" alla camminata intorno al filo spinato con gli stivali nel fango. Insommaper chi l'ha visto può notare molti altri dettagli. Il libro come avete intuito mi é piaciuto molto di più! Solita cosa per Il codice Da Vinci…! La protagonista émolto più sbarazzina nel libro e più intrapendente. La caratterizzazione di lei mi sempra un pò debole nel film. Concordo nel dire che i libri hanno quel tocco in più che nessun film può eguagliare.Katy

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