Recuellement di Baudelaire

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Ricordate la poesia les phares? Il mio amico hacibekir ha voluto nuovamente omaggiarmi di un’altra poesia dello stesso autore. La traduzione, a mio avviso molto bella è sua…la foto è mia (è la laguna di Orbetello).

 

Sois sage, ô ma Douleur, et tiens-toi plus tranquille.
Tu réclamais le Soir; il descend; le voici:
Une atmosphère obscure enveloppe la ville,
Aux uns portant la paix, aux autres le souci.

Pendant que des mortels la multitude vile,
Sous le fouet du Plaisir, ce bourreau sans merci,
Va cueillir des remords dans la fête servile,
Ma Douleur, donne-moi la main; viens par ici,

Loin d’eux. Vois se pencher les défuntes Années,
Sur les balcons du ciel, en robes surannées;
Surgir du fond des eaux le Regret souriant;

Le Soleil moribond s’endormir sous une arche,
Et, comme un long linceul traînant à l’Orient,
Entends, ma chère, entends la douce Nuit qui marche.

 

Sii saggio, mio dolore, e resta più tranquillo.

Reclamavi la sera, eccola, scende:

un’atmosfera oscura avvolge la città,

portando agli uni la pace, ad altri l’angoscia.

 

Mentre la vile moltitudine dei mortali,

Sotto la sferza del piacere, boia impietoso,

raccoglierà rimorsi nella festa servile,

Dammi la mano, o mio dolore, vieni di qua

 

Lungi da loro. Guarda: gli anni defunti

si sporgono dai balconi del cielo con abiti antiquati;

il Rimpianto spunta dal fondo delle acque sorridendo;

 

 il sole moribondo si addormenta sotto un’arcata. 

E, simile a un lungo drappo strascicato verso Oriente

Ascolta, mio caro, ascolta la dolce notte che avanza

 

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30 risposte a Recuellement di Baudelaire

  1. ElisinoB ha detto:

    Ecco, in questi momenti mi mangio le mani perché non so il francese e non posso apprezzare la traduzione. Se non leggendola esclusivamente in italiano.
    Le parole scelte, tuttavia, mi sono piaciute moltissimo. E profondo è il messaggio che traspare dalle parole dell’autore. Sì, il dolore a volte dovrebbe stare più tranquillo.
    Bellissima foto… complimenti!

  2. affabile ha detto:

    Beh neanche io so il francese, però mi capita di apprezzare la musicalità di certi vocaboli. E ho molto apprezzato la traduzione in ogni caso sia come poeticità che come dici tu che nel messaggio che si può accogliere il dolore come un amico.
    Grazie per i complimenti alla foto…sono vanitosa…:)

  3. hacibekir ha detto:

    gran bella foto, bravissima! 

  4. Cosimopiovasco ha detto:

    Sì, traduzione intensa e pregnante… però, però… posso essere un po’ pignolo, come mio solito? Quello di Baudelaire è un sonetto, in endecasillabi rimati (e con uno schema rimico piuttosto sofisticato e inconsueto nelle terzine), tradurlo in versi liberi mi sembra un po’ facilotto…
    Tanto varrebbe tradurre addirittura in prosa: l’ha fatto (se ricordo bene) Attilio Bertolucci proprio con Fleurs du Mal di Baudelaire, e ne è venuta fuori un’ottima resa…
    Bacioni, tuo
    Cosimo

  5. affabile ha detto:

    Però il mio amico non si presenta come un traduttore di professione né voleva partecipare ad alcun concorso pubblico. Voleva offrirmi qualcosa che gli era piaciuto e che ho gradito immensamente a tal punto da voler condividere tutto qui

  6. laghira ha detto:

    e se ti dicessi che io odio il francese? meno male che c’è la traduzione.
    alcuni passaggi sono stupendi…
    ps: la foto ti toglie il fiato
    bacio

  7. azalearossa1958 ha detto:

    Tradurre non è mai semplice, molti termini, molte espressioni sono proprie di un’unica lingua… ma direi che il tuo amico se l’è cavata davvero bene! Io non so il francese, ma in italiano è bellissima!

  8. tittidiruolo ha detto:

    Poesia bellissima, e ottima traduzione. Grazie di aver condi viso con noi…di alcuni versi  faccio copia-incolla..tradotti ovviamente. Conosco poco l’italiano, meno l’inglese, il francese…non ne parliamo. Un po’ meglio il fiorentino.
    Baci

  9. anonimo ha detto:

    Spero, Kyria, Ti possa piacere anche questa:
    Uber allen Gipfeln
    ist Ruh.
    In alle Wipfeln
    Spurest du
    kaum einen Hauch.
    Die Vogelein schweigen im Walde.
    Warte nur : balde
    ruhest du auch.
    Goethe
    Su tutte le vette è pace, Sulle cime degli alberi un respiro appena
    Tacciono gli uccelli nel bosco.
    Aspetta, tra poco riposerai anche Tu.

    Fu scritta la sera del 6/9/1783 su una parete del Kickelhahn presso Hilmenau, in Turingia, nel Cuore Verde della Germania. Rinfrescò lo scritto nel 1813  e nel 1831, l’ anno prima della sua morte.

  10. giarre ha detto:

     orbetello è bello

  11. affabile ha detto:

    Grazie anonimo. Più crepuscolare la tua direi…

    Sì Laura bella…ricordo positivo di tempi trascorsi…

  12. Wolfghost ha detto:

    Si’, ottima davvero la traduzione, complimenti al tuo amico (anche per la scelta della poesia). A voler spaccare il capello in quattro, l’unico microscopico errore e’ qua: portando agli uni la pace, ad altri l’angoscia.
    o "portando ad alcuni la pace, ad altri l’angoscia" o "portando agli uni la pace, agli altri l’angoscia", sei d’accordo?

    Riguardo ai contenuti, pur essendomi sempre piaciuti i poeti maledetti e Baudelaire in particolare, attualmente rifuggo un po’ dalle poesie altamente malinconiche, e questa, come ovviamente molte delle loro, e’ ricca di "spleen".
    Non potrebbe essere altrimenti, d’altronde!

  13. ziacris ha detto:

    Uhm, mi sembra di riconoscermi in questi versi per il momento attuale

  14. anonimo ha detto:

    Mi permetto di segnalare a Cosimopiovasco che la poesia francese ( i sonetti, da Ronsard a Verlaine e Mallarmè, passando per le tragedie di Racine e Corneille) sono in versi alessandrini cioè dodecasillabi, pregandolo di non considerarla ripicca polemica, che sarebbe anche meschina. Tra l’altro, la traduzione di Bertolucci in prosa  a mio avviso è una delle migliori in assoluto. 
    Inoltre dovrei rivedere – alla luce di quanto ha recentissimamente scritto Valerio Magrelli sulla stessa poesia – la traduzione di “Sois sage, ma Douleur…”  : mantenere l’allitterazione o evidenziare la connotazione colloquiale/familiare dell’espressione, che quindi andrebbe tradotta con con “Fa il bravo” oppure “Comportati bene”. E poi, tradurre “Douleur” con Dolore e quindi cambiare il genere da maschile a femminile oppure mantenere il genere femminile e tradurlo con Pena? Magrelli traduce: “Fa’ la brava, mia Pena….”  
    Ho passato parte del pomeriggio di ieri ad elaborare una "teoria della traduzione" – buttata giù a matita – cercando di rispondere alla domanda "che cosa, di un testo poetico, può essere trasportato da un idioma ad un altro?". Temo che avrò bisogno di molti pomeriggi…   perché  già solo quantificare il “che cosa” apre voragini  
    Notarella divertente : sul’argomento della traduzione, in generale, hanno discettato sia Umberto Eco che George Steiner, vistosamente ignorandosi, l’un l’altro.
     

  15. letiziajaccheri ha detto:

    come interpretare la scelta di questa tua poesia adesso?
    fammi sapere come stai
    io bene baci leti 

  16. Cosimopiovasco ha detto:

    @Anonima/o
    Grazie per la puntualizzazione: ovviamente hai ragione, sono stato un filo superficiale e me ne scuso… Il fatto è che il dodecasillabo (o senario doppio) italiano ha cadenze alquanto diverse dall’alessandrino in francese (sinalefi e dialefi nelle due lingue funzionano in maniera diversa), sicché in genere viene spontaneo tradurlo in endecasillabi…
    Su Bertolucci concordo, l’avevo detto anch’io (e grazie per la conferma, non ero sicuro al 100% fosse lui e non avevo voglia di andare a frugare in libreria per controllare )…
    La mia teoria della traduzione, maturata dopo anni di riflessione, è alquanto semplicistica e – temo – deludente: Tradurre (maxime la poesia) è impossibile! Leggendo una poesia tradotta noi leggeremo comunque sempre cosa diversa dalle intenzioni dell’autore, sia a livello di forma che di contenuti; ciò non toglie che alcune traduzioni possano essere addirittura migliori dell’originale, ma sempre diverse sono, non si scappa!
    Se poi sia preferibile privilegiare i significati piuttosto che il ritmo, la cadenza, la musica delle parole, ci si potrebbe discettare all’infinito e in tanti (non solo Eco e Steiner) l’hanno fatto: personalmente, convinto come sono che la poesia sia essenzialmente suono piuttosto che significato, tendo a prigilegiare gli aspetti formali (non a caso ho bonariamente criticato la scelta di Hacibekir di tradurre in versi liberi), ma altri possono pensarla in maniera diversa e la loro opinione è rispettabile quanto la mia.
    Scusate se l’ho fatta lunga, ma non riesco a resistere alla tentazione di evadere, ogni tanto, dalle banalità che tutti noi siamo soliti spargere a piene mani nei commenti (cosa da fare ovviamente cum grano salis, altrimenti diventeremmo insopportabili… e manco avremmo il tempo!), e grazie ancora all’Anonima/o che me ne ha dato l’occasione… e la sua "teoria della traduzione" la leggerei volentieri… ma sarà dura ritrovarla/o, se non si firma…
    Un sorrisone, vostro
    Cosimo

  17. tittidiruolo ha detto:

    nella foto osservo un particolare:
    il tramonto che si riflette sul mare, oltre l’orizzonte…è suggestiva..

  18. hacibekir ha detto:

     CHIEDO SCUSA A TUTTI! e  a Cosimo in particolare. l’anonimo delle 15,57 sono io. a volte il login non mi funziona.

  19. affabile ha detto:

    Non sono colta come voi che ringrazio per i gentili interventi che danno pepe a questo blog però qualcosina me la sento di dire.
    Una volta lessi a qualche parte "ogni traduzione è un tradimento" e questo in parte è vero soprattutto per quel che riguarda la poesia.
    La nostra amica Missi per esempio spesso mette poesie soltanto in lingua originale. Richiesta di traduzione consiglia i traduttori automatici a partire dai quali ognuno se ne faccia una sua idea…
    Vero è anche che io ho apprezzato la poesia attraverso traduzioni che altrimenti non avrei potuto conoscere mai, come questa di cui stiamo parlando…tradimenti anche questi?
    Avete letto la vicenda dei "I fiori blu" di Queneau tradotto da Calvino? Calvino stravolge completamente il testo, lo reintepreta con espressioni del tutto italiane anche a costo di far dire tutt’altro dal testo orignale ma fu l’autore a volere  così. Voleva lo stesso spirito scoppiettante con cui aveva pensato il libro.
    Ancora,  quando un musicista interpreta un brano siamo sicuri che lo suona proprio come lo aveva pensato l’autore? Non sono anche questi continui tradimenti?
    Ne abbiamo parlato anche in passato anche qui: l’arte va oltre tutti i nostri schemi mentali e ben vengano le traduzioni a sconvolgerceli.

  20. affabile ha detto:

    Ah ovviamente voglio anche io la teoria di Hacibekir!

  21. Cosimopiovasco ha detto:

    Beh, Raymond Queneau è proprio un caso limite… conosco la storia dei Fiori blu di Calvino ma non l’ho letto… e d’altronde anche gli Esercizi di stile furono considerati intraducibili finché non arrivò il solito Umberto Eco, che ovviamente ci mette del suo (alcune parti eliminate, due omoteleuti al posto di uno, cinque lipogrammi ecc.)… per non parlare dei problemi che posero le traduzioni di opere come Ulisse di Joyce o le poesie dei modernisti come Pound o Eliot, che costringono il curatore a inzepparle di note più lunghe della traduzione stessa…
    Ma anche in opere più tradizionali e meno sperimentali la traduzione è sempre un problema spinoso… l’abitudine moderna di pubblicare il testo a fronte in parte risolve il problema, specie con quelle lingue come Inglese, Francese e Spagnolo i cui costrutti sono relativamente comprensibili alla maggior parte di noi… certo il testo a fronte in Russo o in Giapponese (almeno a me) serve poco…
    Bacioni, tuo
    Cosimo

  22. Cosimopiovasco ha detto:

    Ah, dimenticavo: sulla musica non sono del tutto d’accordo, quella non è una traduzione ma un’interpretazione, c’è una bella differenza… la musica è fatta per essere interpretata, la poesia no, è fatta per essere letta… e comunque la musica classica, almeno da Beethoven in poi (periodo in cui furono stabilite le durate dei tempi musicali in base a rilevazioni metronomiche precise) riporta indicazioni piuttosto rigide che non possono essere sovvertite dall’esecutore: solo un orecchio allenato riesce a distinguere con sicurezza le diverse interpretazioni dello stesso brano…
    Paradossalmente un parallelo con la musica si potrebbe fare per la poesia letta ad alta voce, e qui entriamo davvero in un campo minato… per dirne una, la Divina Commedia letta da Vittorio Gassman può anche piacere… e a me piace (ma io conosco piuttosto bene l’opera di Dante letta sulla carta), ma continuo ad avere il sospetto che la sua operazione sia stata più dannosa che utile nei confronti dell’originale, convincendo troppi spettatori di stare ascoltando la Commedia di Dante… mentre in realtà ascoltavano la Commedia di Gassman, e non è la stessa cosa…
    Ri-baci, tuo
    Cosimo

  23. affabile ha detto:

    Quoque tu Cosimo…non hai letto i fiori blu? A me è piaciuto molto.

    Sulla musica ammetto tranquillamente di aver fatto una forzatura però ammetterai che quelle "indicazioni piuttosto rigide" portano a interpretazioni diversissime che rendono talora una musica irriconoscibile! Qualche anno fa comprai una raccolta di cd di grandi interpreti del passato, Toscanini, Celibidache, Furtwangler ecc ecc…ma quanta differenza non dico con i giovani direttori di oggi ma anche solo dei grandi vecchi odierni come Muti e Abbado…

    Su Gassmann: lo sai che è la prima volta che lo sento definire operazione dannosa? In genere ne sono tutti entusiasti…e che dirai allora di Benigni? Ti prevengo: B, lo apprezzi perchè si presenta come lettura alternartiva vero? E Sermonti almeno lo salvi?

  24. missi ha detto:

    Molto bella e bella anche la traduzione 🙂

    "La nostra amica Missi per esempio spesso mette poesie soltanto in lingua originale. Richiesta di traduzione consiglia i traduttori automatici a partire dai quali ognuno se ne faccia una sua idea…"
    Uhm…nn proprio, anzi detesto i traduttori automatici perché nn possono raccogliere il senso delle frasi, nn possono fare ciò che farebbe il lettore in pratica…è ovvio e ragionevole però che alle volte, se nn si conosce la lingua, ci si deve affidare a questi strumenti.
    Se ricordi l’ultima volta che parlammo delle [mie] poesie la postai tra i tuoi commenti tradotta ma lasciai detto che amavo le poesie in lingua originale.
    Tradurre una poesia spesso diventa necessario per poter dare a tutti l’opportunità di comprenderla e spesso mi capita di farlo ma, ribadisco, perde il suo valore originale.

    Buona serata 🙂

  25. Chantilly ha detto:

    non so dire se sia piu bella la poesia o la foto. Si fondono in modo talmente armonioso e perfetto…
    bellissimo rembaud…

  26. Cosimopiovasco ha detto:

    Di Queneau ho letto solo Esercizi di stile e Il diario intimo di Sally Mara, gli altri suoi testi, come I fiori blu e Zazie nel metrò li conosco solo per sentito dire…
    Complimenti per l’orecchio: io, ad onta di antica e perseverante frequentazione della musica, faccio una gran fatica a riconoscere lo stile di un interprete da quello di un altro, pur avvertendo certe sfumature… ma irriconoscibile mi sembra decisamente un aggettivo esagerato!…
    Intendiamoci: Gassman è una libidine come lettore, ma non è Dante! tutto qui…
    Sermonti non l’ho mai sentito, dicono che la sua sia una lettura filologica, quindi in qualche modo la pensa come me… e infatti ho letto interviste in cui critica pesantemente le letture dei classici da parte degli attori…
    E insisto: sono favorevolissimo alle reinterpretazioni, purché sia chiaro che sono altra cosa rispetto all’originale… tanto per dire, la rilettura dei Quadri di un’esposizione da parte di Emerson Lake & Palmer è un capolavoro della musica pop, l’interpretazione elettronica di Beethoven e di Rossini fatta da Walter Carlos in Arancia meccanica è geniale… e così via…
    Bacioni, tuo
    Cosimo

  27. affabile ha detto:

    Io invece ho letto solo i fiori blue e Zazie (troppo carina!!).
    Boh non è che abbia chissà che orecchio e in effetti tra direttori contemporanei anche io sento, e non sempre solo sfumature diverse. Fa la prova però con uno scarto di 50 anni e dimmi tu (ma questo vale per tutto per la prosa, la pittura, la letteratura ecc ecc…).
    Eh sì i quadri per un’esposizione di L, E, P, probaiblmente il primo video di you tube che misi qui sul blog…
    Ricambio i bacioni!

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