Ricercare

Il Vero Ricercatore sa quando deve fermarsi, sa che la sua ricerca durerà tutta la vita (e magari anche oltre) e che quindi le parti finali della vita possono dare frutti altrettanto fragranti quanto quelli della prima (solo diversi) e quale miglior fine che riuscire a conoscere sè stessi ???

Mi ha colpita questa riflessione trovata in un commento a un nuovo blog di un mio amico

ET SI OMNES EGO NON

Blog senz’arte nè parte, prediche e pregiudizi. Non teme le contraddizioni, anzi cerca di coltivarle.

Non lasciatevi spaventare dalla lunghezza del primo post. E’ impegnativo ma dice cose semplici e vere. E mi piace l’immagine del ricercatore che può essere inteso sia come ricercatore scientifico che dell’anima….che cerca qualcosa e troverà – forse – se stesso…

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27 risposte a Ricercare

  1. juliaset ha detto:

    Molto interessante, grazie per la segnalazione!

  2. parasomnia. ha detto:

    E così vero che mi fa sentire peggio.
    A.

  3. laghira ha detto:

    io credo che l’unico scopo dell’uomo (inteso come genere) è quello di cercare solo se stesso.
    forse non ce ne rendiamo conto..ma siamo eternamente in conflitto con noi stessi , e cerchiamo sempre quel famoso "equilibrio", affermando che se non stiamo bene prima con noi stessi non possiamo esserlo con gli altri.
    per me è così.
    poi non so : )

  4. missi ha detto:

    Credo ognuno sappia di se stesso, capita semplicemente di dimenticare quel che siamo lungo il cammino.
    Al "cercare" preferisco "ricordare" 😉

  5. azalearossa1958 ha detto:

    ….. è quel "forse" che spaventa…
    Buon fine settimana!

  6. ziacris ha detto:

    andrò a dare un’occhiata. grazie

  7. affabile ha detto:

    Come al solito nei vostri commenti molti spunti interessanti: cercare solo se stesso…? Non so, pensa ai fisici nucleari ai biologi molecolare….quello che mi interessava è che la scoperta che hai trovato (forse-inquietante come dice azalearossa) e te stesso.

    Anche l’annotazione di Missi è interessante, non cercare ma ricordare…sarebbe un po’ la poetica del fanciullino, no?

  8. hacibekir ha detto:

     Spero di non offendere nessuno se dico che nei vostri commenti al mio "conato" di blog si specchiano le vostre personali problematiche che creano un riverbero di pensieri, scoprendo e rivelando mille nuove sfaccettature di idee che hanno origine dallo stesso pensiero.
    grazie di cuore

  9. Diamanteviola ha detto:

    In un certo senso siamo tutti ricercatori…e per tutta la vita!

  10. affabile ha detto:

    Concordo con gli ultimi due commenti!

  11. kymma ha detto:

    gran bel pensiero!

  12. letiziajaccheri ha detto:

    il ricercatore scientifico deve seguire una serie di metodi che alla fine ti fanno perdere di vista la domanda. almeno a me.

  13. tittidiruolo ha detto:

    @letizia
     è quello che rimprovero a mio figlio matematico…perde  di vista l’obiettivo e divide in quattro ogni capello che incontra…ma possibile?

    Chi, come me, TENTA di educare, non può perdere di vista l’obiettivo, ma ogni passo deve fermarsi e osservare, cercando di vedere oltre.

  14. missi ha detto:

    Si perde l’obiettivo…Quindi tutto ci fa pensare che si arriva alla verità non attraverso il ragionamento…che, sebbene necessario, rischia di portarci su altre strade. Il più delle volte la verità era lì, dietro l’angolo, e dopo averla cercata altrove, la riconosciamo. Come il fanciullo "in modo intuitivo ed irrazionale, guardando tutte le cose con stupore, con aurorale meraviglia, come fosse la prima volta" 😉

    Baci, buona domenica 🙂

  15. affabile ha detto:

    Missi e Titti hanno giustamente evidenziato l’importanza dell’intervento di Letizia da un lato il dovere di una pluralità di metodi dall’altra il perdere di vista…

    Letizia se sei ancora in ascolto pongo a te la domanda: concordi che il vero ricercatore sa quando è il momento di fermarsi? E’ sostanzialmente quanto diceva anche Feynman in quel libro che mi colpì tanto. Lo stesso diceva anche che però chi ricerca, almeno in fisica non riesce a fermarsi pur capendo i limiti e per essi soffrire

  16. Wolfghost ha detto:

    Bé, naturalmente dovrei leggere tutto il post originale per capire il contesto, ma… questo paragrafo sembra dire: "Il vero ricercatore sa quando deve fermarsi: mai!"

  17. anonimo ha detto:

    Visto che ne sono il …"responsabile"…. No, ci sono delle ricerche che dovrebbero essere fermate, o se vogliamo essere più precisi dovrebbero essere posticipate a momenti in cui il milieu sociale è in grado di raccoglierle e utilizzarle al meglio. Questo non significa che il Ricercatore (ormai figura mitica) non debba continuare a cercare, ma che abbia la coscienza di non superare certi limiti che ci sono e devono essere rispettati nel nome di un bene superiore. 
    Non succede quasi mai, per quanto ne so, perchè ambizione, fama, denaro, successo sono molle molto potenti. Non le contesto minimamente, anzi, sono le molle che ci hanno portato alle vette in cui siamo (e storicamente lo siamo.. una per tutti, quando mai le aspettative di vita hanno superato gli 83 anni  nella storia dell’ Uomo, ed il valore è in accelerazione), ma spalancandoci sotto altrettanti baratri in cui rischiamo di cadere quotidianamente. Il delfico "conosci Te stesso" che in ambito greco intendeva perseguire il perfezionamenteo interno filosofico morale dell’ individuo, oggi, in tempi di accentuato relativismo (chi scrive è un agnostico o un debole teista, il relativismo è solo una contestazione oggettiva, storica senza alcuna pretesa di  valenza morale – che mi tengo per me -) sul frontone del tempio dovrebbe essere scritto "Conosci i tuoi limiti (e accettali !). Questo sia in campo etico, morale, scientifico, economico… se vogliamo "Accetta i limiti che la vita finita ti impone". Se la Vita è limitata anche la Ricerca è limitata 

  18. affabile ha detto:

    Wolfghost sì in effetti ti invito a visitare tutto il blog (fai click sulla scritta etsiomnes…scopo del post era anche fare un po’ di pubblciità…come talora ne fai tu una volta scoperti blog interessanti)

    Utente Anonimo grazie dell’utile intervento. Si riuscirà a fermare? Non solo per le implicazioni etiche (la scienza lo sappiamo a volte viaggia su binari diversi) ma soprattutto per evitare frustranti e inutili rincorse. Forse la stessa ricerca spaziale è un paradigma no? Costa, tanto, e non dà i risultati sperati. Eppure…abbandonarla…come si fa…? (io lo farei subito e investirei nella cura dell’AIDS in Africa). Feynmann diceva qualcosa di simile, "la fisica ha gettato la spugna" proprio nel libro che è un inno alla sua passione di scienziato.
    Un’ultima domanda in che senso ritieni il ricercatore (n.b. la minuscola) figura mitica?

  19. affabile ha detto:

    Sempre all’utente anonimo e a chi vuole chiedo, che ne pensi dell’intervento di Letizia?

  20. guerreronegro ha detto:

    È proprio perdendo di vista la domanda che si scoprono le più inattese risposte.

  21. anonimo ha detto:

    Ha ragione. Ho sempre pensato (anche per esperienza diretta, al tempo della mia lontanissima tesi di laurea) che nella Ricerca ci siano 2 momenti essenziali, ugualmente difficili, molto difficili, anche se banali 1) La domanda 2) La risposta. Per la Domanda penso che Wilde abbia sintetizzato molto bene il problema nell’ aforsima "Chiunque può dare delle risposte, ma per  fare delle domande ci vuole un genio". 2) La risposta alla domanda è lo scopo della ricerca … e qui si apre il baratro, perchè ogni domanda apre necessariamente un percorso di ricerca non lineare, con soluzioni parziali che pongono nuove domande che necessitano di altri percorsi, approfondimenti, con ipotesi fatte, poi smentite e nuovamente riprese… ma è questo il fascino della ricerca. Gli infiniti mondi che si aprono ad una domanda spesso semplicissima. Per dirla, mia cara Kyria, in linguaggio apocalittico " ma qui sta la sapienza e la forza del ricercatore" sapere quando è il momento di fermarsi sapendo che la sua ricerca è forzatamente incompleta e che altri, attraverso analogo travaglio (perchè credimi, ricercare è faticosissimo – l’ho provato e  lo vedo negli articoli – estremamemte specifici – della gentile Consorte) porteranno avanti. Per me l’ importante della ricerca NON sono le conclusioni (che, intendiamoci ci devono essere, se no una ricerca senza conclusioni è più sterile della valle della morte) ma le domande che farà porre agli altri. L’ umiltà del Ricercatore (figura, vedo, ormai mitica) è appunto quella di accettare questo limite. Sapere che ogni ricerca è incompleta, ma l’ importante è che apra strade ad altri e a nuove domande…
    Se vuoi  Domanda, Ricerca sono un po’ nella situazione di Isaia 21 .. Shomer ma mi llailah "Vedetta quanto rimane della Notte ?"  La Notte è quanto ignoriamo, la Vedetta è la ricerca e l’ Orante il Ricercatore… (per la risposta rimanderei all’ omonima ballata di Guccini. Ne plus ultra)
    (e come al solito ho approfittato troppo del tuo spazio e della tua pazienda… mi ritiro nel mio Giovanni Sebastiano… (Curioso.. ora che ci ripenso… sto ascolando il Regis Iussu Cantio Et Reliqua Canonica Arte Resoluta, che tecnicamente è solo parzialmente Resoluto ammettendo ulteriori soluzioni.. molto meno valide.Temo Un limite alla ricerca ??)

  22. affabile ha detto:

    Utili, anche nelle differenze lunghezze gli ultimi due commenti. Quando il blog funziona così alla grande come area di confronto sono proprio fiero di esso…
    Ripeto la domanda all’utente anonimo, Come nasce il mito del ricercatore (minuscolo)? Retaggio del romanticismo? Come riportarlo a farlo divenire mestiere come un altro, quale reputo che sia e la stessa professoressa ma anche ricercatrice che è intervenuta più su ben potrebbe testimoniarlo?

  23. anonimo ha detto:

    Non penso assolutamente sia un mito il Ricercatore. Un po’ per scherzo, un po’ per verità l’ abbiamo mitizzato in quel blog. Non è un mito dei nostri tempi italici. (se noi sai i salti che farebbero nelle Università). Spero vada meglio all’ estero. (Te lo saprò dire)  La RIcerca (e chi la fa) era intesa in senso molto ampio, quasi un percorso interiore avulso da qualsiasi finalità,, diciamo una monade. La realtà è molto più brutale. E’ una professione, molto svalutata in Italia, con prospettive relativamente scarse e a lungo periodo.  Raccoglie il meglio (spesso NON sempre) delle intelligenze per poi sistematicamente deluderle e costringerle ad andarsene. Un nostro cassiere (che, diciamolo, non è che ci voglia una testa particolarmente dotata per farlo) prende il doppio di uno che sta studiando il tumore al pancreas, o nuovi programmi, o nuove molecole o semplicemente nuovi approfondimenti sull’ uomo,uno che manda avanti veramente il mondo e la società.Ha il suddetto cassiere la mutua ,,,,e tutto il resto, quando l’ altro (che magari mi salva la pelle) stenta a chiudere il mese e rimanda tutti i suoi progetti di vita ad un futuro indefinito. Le conclusioni ad altri. In Italia nonostante un classe ricercatrice di altissimo livello (regolarmente espatriata) non c’ è mai stato un mito della ricerca e dello scienziato (sia esso naturalista che umanista). Anni fa, tanti anni fa prima della salita al potere.di una certa televisione,, almeno il ricercatore era circondato da un’ aura di rispetto come tutto il corpo docente. MOLTO ONOR POCO CONTANTE, ma poteva bastare. Adesso nemmeno l’ onore…. Il resto è silenzio.

  24. tittidiruolo ha detto:

    talvolta mi chiedo:
    è più importante porsi una domanda
    oppure trovare la o le risposte strada facendo….
    talvolta credo che le domande siano il motore della scienza e del mondo..

  25. anonimo ha detto:

    Porsi una domanda… la risposta può anche non essere corretta, ma già domandarsi qualcosa è un enorme passo avanti. Sono le domande che muovono la conoscenza

  26. Chantilly ha detto:

    Bella citazione.
    Il ricercatore è semplicemente una persona curiosa. Curiosa di tutto: anima e sapere.
    Non vede la differenza tra il cercare se stessi o un pezzo di mondo. Capire il mondo è capire se stessi e capendo se stessi si comprende un pezzettino di mondo…
    Epistemologicamente complicato, ma la ricerca non è una scelta, non è un lavoro. E’ un’attitudine da cui non ci si può sottrarre.

    (e credimi… parlo per esperienza 😉

    Ch.

  27. affabile ha detto:

    Grazie Ch. Quello che mi è piaciuto di questo post è stato anche il dibattito che ne è scaturito!

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