Modalità di apprendimento

S. mi sta raccontando dei suoi compagni di classe, come leggono, come hanno fatto i compiti.

Le chiedo, un po’ stupidamente ,"Ma chi è il più bravo della classe?" E lei "Ma siamo tutti bravi! Soltanto, a volte qualcuno è più lento".

Bella lezione che mi ha dato vero?

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36 risposte a Modalità di apprendimento

  1. Borbonico ha detto:

    I bambini che grande risorsa che sono. Spesso insegnano più loro a noi che viceversa. Buona domenica.

  2. aleike ha detto:

    Sarebbe bello che questo antipatico concetto di Primo della Classe, tipico di quando eravamo bambini noi, tramontasse per sempre!:o)

  3. NeLLaS ha detto:

    Tra i bambini c’è molta più umiltà… che li spinge ad essere più sinceri con se stessi e con gli altri…
    E noi adulti restiamo a bocca aperta… speriamo di chiuderla la bocca agendo di più con i fatti…
    Un bacio a te…
    NeLLa’S

  4. cautelosa ha detto:

    Brava la tua bimba e bravi gli insegnanti, che hanno evidentemente saputo creare un clima di collaborazione e non di competizione.
    Buona settimana!

  5. Rosslare ha detto:

    il primo della classe è quello seduto davanti a tutti gli altri al primo banco vicino alla porta. Il secondo è quello alla sua sinistra.

    Concetto ormai superato quello del “primo della classe”
    primo de che?

    il primo ad entrare?
    il primo ad uscire?
    il primo a parlare?
    il primo ad andare a fare la pipì?
    il primo ad essere interrogato?
    il primo in ordine alfabetico?

    convenzioni, arcaiche e superate convenzioni.

  6. missi ha detto:

    Sono certa che dietro ogni pensiero di S. c’è un pò del tuo lavoro di mamma. Un buon lavoro 🙂

    [p.s. Mi scuso per nn averti linkato di mia iniziativa :)]

  7. kymma ha detto:

    un saluto by imma
     ps oggi è il mio compleanno!

  8. grrensun ha detto:

    Bellissima lezione!!!!!
    Si capisce il clima che si respira nella classe di questa bimba: bravi gli insegnanti!

  9. Cosimopiovasco ha detto:

    Mah!… sul dove finisca la democrazia e l’guaglianza e cominci l’egualitarismo e l’appiattimento culturale ci sarebbe da discutere per anni… non è così banale ‘sta cosa…
    Baci, tuo
    Cosimo

  10. juliaset ha detto:

    E’ un traguardo educativo non da poco. Mi piace, la ragazza!

  11. monicamarghetti ha detto:

    baciala per me:) è una GRANDE!

  12. affabile ha detto:

    @Aleike, Rosslare e altri beh sì, concetto antipatico…ho fatto un sufficiente mea culpa no?

    @ Cautelosa e Grrensun (benvenuta), sì penso che gli insegnanti abbiano fatto molto per il clima di classe…poi dicono l’importanza del maestro unico…e il valore della collaborazione?

    @Grazie Missi (ma vedi sopra…)

    @Cosimo…interessante la tua opinione fuori dal coro, lavoriamo su un altro post a quattro mani (visto il successo almeno da me del precedente…)? E’ vero ci sarebbe da approfondire, non è solo un problema pedagogico moderno ma il contrasto tra disciplina e fantasia, conformismo e irregolarità è un problema filosofico da sempre, credo.
    Per fare la mamma che difende la figlia, io credo che la mia piccola conosce il valore della diversità (lei stessa sa che le maestre vorrebbero di più da lei -le sottolineano spesso la sua tendenza all’approssimazine malgrado ne riconoscano intuitività e intelligenza -, ha sottolineato quel qualcuno più lento, e se ricordi il post di circa un mese fa non aveva problemi ad autodefinirsi una bambina speciale). Credo solo che volesse esprimermi che la bravura non può essere un valore assoluto, appunto come una medaglia da assegnare e in questo io l’apprezzo.

  13. Rosslare ha detto:

    l’equazione “intelligenza=voglia di studiare” è un’equazione irrazionale.

    non c’è quasi mai un nesso fra i due termini.

  14. missi ha detto:

    Resta nella testa di molti quel “primo della classe” ascoltato per anni sui banchi di scuola ma nn sono del tutto convinta, la scuola fa molto ma sarebbe quasi nulla se in casa l’atteggiamento e le idee fossero diverse e contrapposte. Un buon lavoro a scuola presuppone una base sulla quale poter lavorare.
    Guarda cosa accade oggi e cosa ci mostra giornalmente la televisione e posso ricongiungermi al tuo commento da me…Come può la scuola da sola se l’intera società si mostra ferma ed intransigente?? Come può imparare un bambino che la diversità è un valore da condividere, rispettare e comprendere [qualcuno è più lento]se tutto l’ambiente che lo circonda rispecchia comunque una tendenza ad isolare e combattere la diversità?? Se la società, i singoli e persino le istituzioni rifiutano il concetto del diverso e s’adoperano per rendere sempre più rara l’integrazione?
    Resto convinta che il lavoro, quello vero, si fa nelle famiglie, si crea il terreno giusto nel quale poter seminare.

    Buona giornata 🙂

  15. affabile ha detto:

    Eh Ross meno male che hai messo il “quasi”…in realtà non è così semplice…Anzitutto ci sono tanti tipi di intelligenze, analitiche, emotive, sociali, non tutte in contrasto con lo studio…vero è che la scuola spesso fa passare la voglia anche ai più brillanti però a mia modesta opinione un momento di fatica pura e semplice pure è necessario

    Missi grazie riflessione molto acuta. Anche io penso alla fin fine che almeno fino alla prima adolescenza la famiglia resta fondamentale. Giusto sottolineare sia l’opera meritoria, in questo caso, della scuola ma anche del contrasto con ciò che si vede fuori. Chi prenderà il sopravvento? Modelli televisivi, pubblicitari compagni? Non ti nascondo che a volte pensando al futuro delle bambine qs cosa mi fa venire un po’ di ansia. Ma poi penso a che piccole donne consapevoli che sono e mi conforto un pochino

  16. Cosimopiovasco ha detto:

    Ma che, vogliamo far diventare i nostri blog trattati di sociologia e psicopedagogia infantile?! ;-)…
    Quoto Ross: anche secondo la mia esperienza nel 90% gli strudenti secchioni non sono intelligenti, e gli studenti intelligenti non sono secchioni…
    Baci, tuo
    Cosimo

  17. affabile ha detto:

    Eh eh eh…Cosimo caro hai scoperto il mio scopo segreto….:) Scherzo ma neanche tanto…un paio di mesi fa ho scritto sotto la mia presentazione uso il blog per scambiare pareri e annotare qualcosa che forse vorrò ricordare…secondo te a chi sono riferite le cose da ricordare…?

    Riguardo a intelligenza/sgobbamento mi inchino come a Ross davanti al vostro esimio parere, però continuo a pensare che talora sgobbare si deve… ecco mia figlia sta imparando a suonare uno strumento…tutta l’intelligenza del mondo, ma comunque se non consumi le dita sullo strumento ci fatichi sopra non vai lontano…

  18. Rosslare ha detto:

    Teutonica Donna, non scambiare il piacere di studiare qualcosa che piace con lo sgobbare.
    Io un secchione intelligente non l’ho ancora incontrato ed è risaputo che “normalmente” gli “intelligenti” studiano meno anche perchè a loro basta poco per apprendere.
    Io studiavo con un collega, preparavamo l’esame di Fisica I,
    ebbene, lui, dopo aver letto assieme la prima volta un argomento, diceva:”beh, mi sembra chiaro, andiamo avanti?”
    mi sbalordiva…
    non è da tutti capire alla prima passata argomenti ostici. Lui ci riusciva.
    poi subentra il metodo di apprendimento e la capacità di prendere appunti che non è affatto semplice come si pensa.

    chiuso l’argomento. Ora parliamo di sesso o di cucina?
    Di tutto tranne che di religione per favore 😉

  19. missi ha detto:

    Chi prenderà il sopravvento? Eh…una parola 🙂
    Comunque l’essere ribelli e nn accettare [sempre] di buon grado delle imposizioni, portare avanti un dialogo fatto talvolta anche di scontro, avere idee proprie e difenderle…di solito aiuta 😉

    Ed ora basta preoccuparsi. Tu come la prepari l’arista? 😉

    Buona giornata Affabile 🙂

  20. Rosslare ha detto:

    per l’arista posso offrirmi io, l’arista è un piatto aretino e non napoletano. la teutonica donna può parlarci di genovese se vuole o possiamo parlare di:

    le quarantenni e il sesso
    oppure:
    il sesso e le quarantenni
    oppure:
    il sesso delle quarantenni, questo sconosciuto.
    oppure:
    sesso è bello anche dopo i 40 anni
    oppure di:

    SESSO E SPESSO.

    mi fermo qui… 😉

  21. Anfitea ha detto:

    i bambini sonno essere molto più saggi degli adutli. dovremmo tornare un pò indietro con la memoria per riscoprirlo!
    baci

  22. giarre ha detto:

    il concetto e’ molto italiano
    e pur credendoci non so se alla fine serva davvero a ottenere persone migliori e piu determinate
    io che sono all antica penso che imparare a raggiungere gli obiettivi e a primeggiare sia un concetto fondamentale per riuscire nella vita
    c’e’tanta ipocrisia nella nostra visione della societa’.. e questa frase la rispecchia un pò
    poi alla fine si devon formare cittadini rispettosi si ma anche persone determiante
    la societa individualista americana per esempio premia i migliori
    ma per essere migliori (e nona ndare avanti grazie agli aiutini del pubblico) bisogna imparare a dare il massimo… chissa’che noi in questo buonismo egalitario non ci stiamo perdendo qualcosa per strada

  23. affabile ha detto:

    Laura grazie del tuo intervento. Approfondisce sia un tema di Cosimo (tendenza all’uniformità) che di Missi (contrasto con il mondo esterno). Sono d’accordo che è un concetto molto italiano. Vuoi sapere come la penso? Non aiuta a trovare lavoro e/o far carriera in un mondo in cui si va avanti sgomitando. Ma, forse, aiuta a essere persone migliori, nell’educazione alla stima dell’altro

  24. Cosimopiovasco ha detto:

    Ri-quoto Ross: approfondire un argomento d’interesse è creatività, sgobbare per imposizione (o per ruffianeria, per utilitarismo, per far bella figura coi genitori con l’insegnante col capufficio con chi vuoi tu) è atteggiamento degno di un somaro (nel senso etimologico: animale creato per portare la soma)…
    Il commento di Giarre m’inquieta un po’, mi fa capire come sia facile far travisare il proprio pensiero… per intenderci, nulla è più lontano dalla mia indole della competitività da Far West all’americana… non è quello che intendevo dire… semplicemente, non è facendo finta che le differenze non esistano che le si eliminano… bensì col rispetto delle prerogative e delle specificità di tutti, senza ipocriti proclami di siamo tutti uguali… visto che vivaddìo! – uguali non siamo (e per fortuna!), ma tutti mewritevoli di ugual rispetto… che è cosa un filino diversa…
    Bacioni, tuo
    Cosimo

  25. giarre ha detto:

    be nel far west anche il figlio di immigrato negro si e’dato da fare si e’fatto un culo cosi ed e diventato presidente degli stati uniti

  26. affabile ha detto:

    Però efficace la risposta di Giarre a Cosimo…vediamo un po’ che farà ora il nostro amico visto che solitamente, come diciamo a Napoli “nun so’ ttene”, cioè ha sempre di che rispondere…

    Da parte mia desidero riportare, con la sua autorizzazione anche il commento di un’amica che preferisce restare nell’ombra…
    Io concordo pienamente con te e non reputo che sia un atteggiamento rinunciatario. Il rispetto, e parliamo di rispetto e non di sottomissione, porta rispetto. I voti a scuola si dimenticano nella vita e la competitività è continua tensione e alla fine mancanza di energia. Il pianista che ti tocca l’anima non è quello che si esercità fino ad avere le dita sanguinanti ma è quello che sente quello che fa e rispetta i propri e altrui sentimenti. Siamo moooooolto di piu’ che semplici “nozioni” e numeri.
    Il rispetto è qualcosa che ti rimane tutta la vita. La competitività fa si che un giorno ti rendi conto di essere vecchio e di non brillare piu’ e allora sei finito.
    Il rispetto ti permette di guardarti ogni giorno nello specchio. La competitività spesso non te lo consente, perchè per raggiungere i tuoi scopi hai scalzato qualcun’altro.
    Una persona che conosce il Rispetto avrà sempre di che vivere. Se non l’avrà vuol dire che siamo nella giungla dove ci si divora l’un l’altro e allora non so se sia possibile avere Rispetto….

  27. Cosimopiovasco ha detto:

    Anche da noi un ex venditore porta a porta ed ex suonatore di piano bar è diventato primo ministro… la cosa non mi fa far salti di gioia manco un po’…
    Bacioni, vostro
    Cosimo

  28. anonimo ha detto:

    Difatti il citato primo ministro non fa sicuramente parte della categoria Rispetto… quanti cadaveri ha fatto sulla sua strada? Anche se ignorante (in questo contesto nel senso non avente un titolo di studio) è il tipico primo della classe. Piu’ che io non sa dire, piu’ che mettersi in mostra non sa fare, etc. etc. Competizione su tutti i piani. Credo e spero sinceramente che non sia questo quanto desiderato per i nostri figli.

  29. giarre ha detto:

    il venditore porta porta ti ricordo che aveva un babbo che lavorava in una banca che ricilava i soldi della mafia..
    e non si e certo fatto da solo..

  30. affabile ha detto:

    Anzitutto complimenti a tutti e due Cosimo e Giarre, lo scambio di battute più stellare della storia di questo blog.
    Ci sarebbe da farsi una bella risata se l’argomento non fosse così serio…
    Comunque io sono d’accordo con Cosimo…io penso che il ns. primo ministro sia il prodotto di un’epoca di un’Italia…dire che è lì grazie ai soldi della mafia (che in parte è vero, lo sappiamo tutti) è comunque riduttivo. Tanti funzionari di banca riciclano soldi, non tutti i figli diventano primi ministri…
    Il personaggio è molto più complesso…di certo si è fatto avanti “sgomitando”, come Obama ha scalzato via Hillary, e non rispettando su questo siamo d’accordo ma c’è di più…c’è un vero e proprio fascino che esercita su milioni di persone, con le sue battute vomitevoli, con le ragazzine sulle gambe, con il ministero delle pari opportunità dato alla star dei calendari sexi, con i lifting e bandana…Laura non puoi dire che la bandana gliela ha imposta la mafia o che “un soldato per ogni bella ragazza” sia gergo di Cosa Nostra…Eppure credimi tante persone lo votano proprio per questo…

  31. affabile ha detto:

    Anonimo 31 bel commento ma chi sei?

  32. tittidiruolo ha detto:

    alt, un momento torniamo all’inizio. Abbiamo letto di una bambina della seconda elementare che dice dei suoi compagni : siamo tutti bravi, ogni tanto qualcuno è più lento. Teniamoci al contesto dell’età:7-8 anni. La scuola elementare oltre che insegnare a leggere e scrivere e far di conto deve motivare e creare la giusta autostima. Nelle scuole medie e superiori c’è l’orientamento e le scelte di indirizzo di studio, (che non sempre sono quelle giuste). Una corretta autostima produce serenità e lucidità per le scelte future. Meglio uno spazzino o una shampista felice e lavorativo, che uno studente 30enne infelice e demotivato. E credetemi, molto (non tutto) dipende dalla corretta visione di sè che si forma all’interno del gruppo nell’età evolutiva. Concordo con Giarre per quanto riguarda la meritocrazia nella scuola superiore e all’Università.

  33. affabile ha detto:

    Beh sì Titti hai riportato la discussione sulla giusta via. Mi sembra apprezzabile la tua pedagogia, elementari educazione all’autostima, medie in su percorsi “vituosi”

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