Insisto sui numeri primi

Torno di nuovo al libro "La solitudine dei numeri primi".

Grazie ad alcuni vostri commenti due post più giù ho capito un po’ le ragioni del successo.

Certo, il "frullatore pubblicitario" come dice Araba, ma anche Giarre e Key.  Ma non bastava da solo a spiegare.

Finché qualcuno, magari con altre parole, ha detto "A me piace per come descrive l’angoscia". Ecco questo mi ha colpito, perchè era proprio il contrario di quel che pensavo io "Non mi piace perchè c’è troppa angoscia". C’è bisogno di descriverla? E’ così diffusa? Ci si riconosce? Ammetto che tutto questo mi inquieta, soprattutto perchè parla di giovani e io sono una mamma seppur ancora di bambine…

Ancora una cosa mi aveva dato un fastidio enorme e l’ho percepito solo dopo aver letto i commenti: la descrizione dell’anoressia. Descritta non come una malattia da vincere ma uno stato di essere naturale. Ecco, questo mi inorridisce…

Vabbè qui smetto…Come al solito fate di questo post ciò che volete. Io da parte mia vi  prometto che il prossimo sarà più allegro. Anzi ve lo faccio scegliere: volete una barzelletta sui carabinieri o sapere a che punto sta il progetto del mio  presepe 2008… ?

Questa voce è stata pubblicata in libri. Contrassegna il permalink.

21 risposte a Insisto sui numeri primi

  1. cautelosa ha detto:

    Il presepe, il presepe… Con qualche bella foto come sai fare tu, of course!
    Buona giornata!!

  2. missi ha detto:

    Certo che acconsento 🙂
    A me è piaciuto, l’ho letto per curiosità e no…nn mi sono ritrovata in quell’angoscia…ma nn la escludo dalla vita. La vita è anche l’angoscia esistenziale che ritroviamo in alcuni e che, spesso, rifiutiamo di vedere…un pò un parassita che temiamo venga ad abbeverarsi al nostro animo.

    Buona giornata Affabile 🙂

    [p.s. La mia chiave di lettura, per la poesia, è un pò diversa…ma la poesia è di chi legge e la fa sua ;)]

  3. anonimo ha detto:

    Presepe!
    Buona giornata salutami le dimbe.
    Licicle

  4. Rosslare ha detto:

    un carabiniere accompagna il figlio al primo giorno di materna.
    Poi va a prenderlo fuori scuola ed entusiasta gli chiede:” cosa avete fatto oggi?”
    “abbiamo imparato a contare, i miei compagni si sono fermati a 8 mentre io sono arrivato fino a 28”
    “bravo! molto bene”

    giorno seguente stessa storia…

    “cosa avete fatto oggi?”
    “abbiamo fatto i bastoncini e i quadratini, i miei compagni hanno riempito mezza paginetta mentre io ne ho fatte due e un pezzetto”
    “bravissimo,degno figlio di un carabiniere!”

    terzo giorno, stessa solfa…
    “oggi com’è andata?”
    “bellissimo papà…siamo stati in piscina, i miei compagni tutti col salvagente mentre io ho fatto 3 metri a nuoto da solo”
    “sono orgoglioso di te!”
    “papà…”
    “dimmi figliolo”
    “una cosa non mi è chiara…dopo la piscina abbiamo fatto la doccia tutti assieme…e…sai…i miei compagni hanno tutti un pisellino di tre centimetri…”
    “E allora?”
    “no, sai…il mio ormai è quasi 13 centimetri…”
    “sì lo so, lo so figliolo, ma non dimenticare che tu hai ormai 27 anni…”

  5. carlac ha detto:

    Voglio il presepe, vedo che lo ” spirito del Natale ” quest’anno è arrivato prima sia nelle città che nei negozi, ciao a presto Carla

  6. ngelwitoutwings ha detto:

    prima piu che ora andavamo alla ricerca di favolose storie d’amore dove tutto è falsato….esageratamente meraviglioso, da un pò di tempo a questa parte invee, si tende a voler sempre mettere alla prova il nostro animo….attraveso scene nude e crude…attraverso pagine di libri che raccontano situazioni appunto scioccanti e ci piace soffrire come i personaggi, come e la vita, poi, non foss abbastanza dura…il discorse dell’anoressia non viene presenato come una mallatia da curare ma come uno stato dell’essere in cui è forse + facile far capire al lettore dello stato fisico grave della ragazza; cosi come il fatto ke entrambi i protagonisti non riescono a stare insieme come entrambi vorrebbero…sono situazioni tanto frequenti, tanto reali che suotono la nostra anima….o per lo meno fanno riflettere…(magari il libro in sè non è poi cosi esplicito…ma in fondo in fondo noi vogliamo sa cosi’…)

  7. mary17 ha detto:

    Ti confesso che mi hanno regalato la solitidine dei numeri primi e nn l’ho ancora letto! Ho visto Giordano a Pordenonelegge dove ha candidamente ammesso che il libro e’ stato molto rimaneggiato e deve la sua fortuna anche ad un titolo con molto appeal che e’ stato pensato a lungo; s’intravedeva lontano un miglio l’operazione di marketing che ha fruttato bene, nn mi ha convinto per nulla

  8. ziacris ha detto:

    L’angoscia purtroppo fa parte della nostra vita, come il disagio che a volte proviamo in determinate situazioni, angoscia che ultimamente, anche se ci mettiamo tanto del nostro, a volte riesce a sopraffarci, angoscia per un futuro che non sai dove ti può portare, angoscia per i rapporti descritti fra genitori e figli, angoscia per tutte le parole non dette, l’angoscia che si prova quando ci immedesimiamo in uno dei due protagonisti, la loro ansia, la loro angoscia, il loro disagio a volte è palpabile

  9. Borbonico ha detto:

    Io opto per il presepe, un saluto affettuoso.

  10. qwe ha detto:

    ma non è che niente niente sei stata ingaggiata per i nuovi spot per la millantesima ristampa? ghghgh

  11. ziacris ha detto:

    Si possono avere tutte e due la bazelletta e le foto?

  12. cettyna ha detto:

    Io sto leggendo “L’eleganza del riccio” ma non mi sembra altro che un espediente da parte della scrittrice di mettere in risalto la sua cultura…Ero già stata avvertita di questo ma l’ho voluto leggere lo stesso…Però il lessico è molto forbito ed acuto e questo è, forse, il motivo principale per cui compero 1 libro di narrativa

  13. ladolcetempesta ha detto:

    c’e piac’ ò presep’ he:

    bhe la barzelletta ci ha pensato ross tu puoi allietarci con benito
    ( e sti tempi lo sento a me vicino:-)

    ho in mente di leggere caos calmo
    che dici leggo prima le recensioni? o mi affido alal sola voglia di leggerlo
    ps
    per il titolo
    mi ispira

    per i numeri primi bhe ormai l’ho archiviato mentalmente come uno dei tanti libri letti con storie che sarebbero potuti appartenere alla realta’ .
    ora ho tra le mani un paio di libri comprati l’anno scorso ad’una bancarella uno scelto a caso
    e uno scelto per il titolo
    un saluto di buona giornata

  14. letiziajaccheri ha detto:

    l’anoressia e’ una forma di perfezionismo elevato all’ennesima potenza. io capisco bene come si sentiva la bambina alle lezioni di sci. io nuotavo 3 ore al giorno tutti i giorni certe sere pregavi che ti venisse la febbre che ti si rompessero tutte e due le gambe pur di non nuotare. il fatto che ne stiamo parlando anche se non ci e’ piaciuto vuol dire che il libro ha colto il segno.

  15. affabile ha detto:

    Chiaro che il libro ha colpito nel segno, visto che è da mesi alle classifiche. Però credo sia anche un libro pericoloso.
    L’anoressia o, come dice Letizia la perfezione elevata all’ennesima potenza non è una malattia? E un libro che la descrive come un normale modo di essere, una donna abituata a nascondere i pezzetti di carne al marito come un’altra ascolterebbe musica classica mi fa paura…E che tanti dicano che questo libro è bellissimo ancora di più…mah come dice qwe meglio soprassedere e non farlgi ulteriore pubblicità…

  16. ziacris ha detto:

    @rosslare: bella la barzelletta…mi sono fatta una grassa risata

  17. Rosslare ha detto:

    per ziacris

    grazie, spero non abbia turbato qualcunA 😉

    purtroppo questa è l’unica “pulita” che conosco.

  18. ziacassie ha detto:

    io non ho detto che è bellissimo ma le aspettative che i genitori mettono in quel che chiedono ai bambini secondo me è un punto fondamentale della storia. che siano ricchi tocca poco la storia. per le lezioni di sci forzate? ditemi oggi chi non decide per i figli quale sport far praticare loro, il calcio, la pallacanestro, la danza classica a bambine grassissime e assolutamente negate. Nel mio mondo variegato quando mi guardo intorno avrei materiale per 18 solitudini dei numeri primi. Sono anni che osservo una famiglia e mi aspetto altro che quel che capita in questo libro.
    Conosco una ragazza che non sembrerebbe anoressica, diciamo che ha disturbi alimentari. Lei vuole un corpo perfetto, dietro c’è una madre che l’ha ossessionata una vita con la bellezza.
    Conosco persone che si tagliano e persone che tagliano altri.
    Non mi ha angosciato questo libro: secondo me ha descritto delle situazioni di disagio che esistono.
    Io leggo Simenon e tanti mi dicono oddiomio che angoscia mi chiude lo stomaco non ce la faccio.
    Io non amo le pippe, ma se un disagio esiste perchè negarlo.
    Non è un saggio, ne vuole essere spacciato per tale. Il disagio esiste nasce si insinua nella vita di tutti. Alcuni riescono a farselo scivolare addosso, altri no.
    Tutto qui.

  19. affabile ha detto:

    Infatti io avevo detto che a partire dai commenti lo avevo compreso meglio. Ma appunto abbiamo tanta angoscia intorno a noi, come portarla in letteratura? Anche io vedo gente vicino a me che si rovina la vita ma non mi verrebbe di fare un libro raccontando la loro vita. O meglio potrei anche farlo ma solo se ho doti di volgerle in arte cosa che il libro non fa secondo me.
    Mi consolo pensando alle mie scelte educative con le gemelle: una scia, l’altra no perchè non le piace, però fa chitarra che alla sciatrice non piace. Qualcuno (molti) mi hanno detto che invece soprattutto con lo sci dovevo forzare la piccola che certe cose si imparano solo da piccoli…pazienza, vivrà bene lo stesso (neanche io so sciare tra l’altro, sarà per questo?)

  20. ziacassie ha detto:

    io continuo a non vedere l’angoscia ma il disagio. l’angoscia può essere una conseguenza del disagio non capito non curato.
    Non capisco cosa intenda quando dice percheè bisogna portare l’angoscia in letteratura, sinceramente. La letteratura parla della vita e di tutto quello che accade. Angoscia o disagio compreso.

  21. affabile ha detto:

    Magari io a vedere il disagio di quei due mi sono angosciata…del resto si sa che il libro vive nelle mani di chi lo legge. A me un libro deve far stare bene, far provare delle sensazioni nuove…se devo leggere come si rovinano la vita quelli che potrebbero essere i figli dei miei vicini di casa non mi va. Ma questo è un giudizio personale.
    Bella sta conversazione, però!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...