Il caso zingari

Sono stata alla presentazione di questo libro. Dati e riflessioni utili. In Italia gli zingari sono pochissimi (tra 120.000 e 140.000, lo 0,2% della popolazione). La metà di loro sono italiani, la metà è costituita da bambini mentre invece l’immaginario comune li vede esclusivamente come stranieri dediti a attività illecite, la principale minaccia alla sicurezza.
 
Storicamente i loro mestieri tradizionali, giostrai e artigiani del rame li portava a essere nomadi. La fine di queste economie ha tolto loro anche tali poveri mezzi di sussistenza. Oggi sono nomadi non per scelta ma perchè vengono cacciati dalle popolazioni locali. E fa comodo alle istituzioni vederli nomadi per non farsene carico.

Non si tratta di eludere il problema della delinquenza ma avere la consapevolezza che essi devono anche essere titolari di diritti fondamentali quali parametri minimi di vita dignitosa, la salute, la scuola per i bambini.

Purtroppo il loro essere i più poveri tra le minoranze ha creato un’anomalia, è sempre stata una minoranza non rappresentata nei centri di potere di conseguenza nessuno ha mai lottato per i loro diritti.

Si è parlato infine di "antigitanismo" ricalcato sull’antisemitismo, cioè lo zingaro è nemico al di là di cosa è e fa: neanche interessa conoscerlo l’importante è allontanarlo.

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11 risposte a Il caso zingari

  1. ludmillaParker ha detto:

    A me gli zingari con il carozzone, la giostra ed il resto, quelli autentici, non mi suscitavano istinti xenifobi.
    Il problema è che la maggior parte di loro si è dedicata a “mestieri” più redditizi.. putroppo.. però cosa dobbiamo raccontare alla mia collega che circa 40 anni è riuscita a divincolarsi grazie alla madre che urlava al suo rapimento (aveva 6 anni ) ?

  2. affabile ha detto:

    E’ esattamente quello che scrivo…gli zingari giostrai o artigiani erano accettati…il punto è che ora questi mestieri sono scomparsi e non sono riusciti ad integrarsi in altro modo. Mi ripeto affermare che anche loro sono titolari di diritti come la scuola ai bambini non significa dire che alcuni/ molti di loro non delinquono. Ma se non diamo nessuna chance alternativa neanche ai bambini? Se i tribunali per i minori pensano che l’unica via sia l’allontanemento coatto dalle famiglie? Chi è che rapisce bambini ai genitori in questo caso?

  3. Borbonico ha detto:

    Io sono contrario alle discrimoìinazioni di qualsiasi forma o genere. Una cosa che non capisco e perchè non smettano di diventare nomadi cercando una reale integrazione. A Napoli per esempio il campo bruciato dai camorristi era li da più di 5 anni ed era aiutato dalla comunità locale. Ma malgrado questo rimanevano chiusi. Buon fine settimana, ciao.

  4. keypaxx ha detto:

    Io sinceramente preferisco lottare per i diritti dei senzatetto che nessuno ricorda mai e che muoiono sulle panchine, dei pensionati che vanno a rubare per poter mangiare, dei padri di famiglia che si ammazzano perchè perdono lavoro e mutuo, oltre di altre decine di categorie che al momento mi sfuggono. Ma è anche vero che le problematiche della nostra società ormai sono talmente ampie che nessuno più è davvero sereno.
    Un abbraccio e lieto fine settimana.

  5. anonimo ha detto:

    volevo dire a ludmilaparker che tutti i casi di rapimento di bambini da parte di zingari sono sempre stati smentiti, forse non con titoloni in prima pagina, perchè è più comodo far credere che sia vero. comunque il problema secondo me è che bisogna cominciare a considerare gli zingari delle persone, con pari dignità rispetto a tutti gli altri: da qui può nascere veramente il superamento dei pregiudizi e la conoscenza e la comprensione profonda profonda della loro storia. questo non significa naturalmente giustificare la delinquenza, ma magari aiutarli a integrarsi ed educarli, fermo restando il rispetto per una cultura così diversa dalla nostra.

  6. cettyna ha detto:

    Sarà difficile sradicarli da secoli di dura realtà e non mi sembra neanche giusto togliere loro le proprie tradizioni ma anche loro devono avere ripetto per le altre frange della popolazione.

  7. anonimo ha detto:

    Tutto giusto, ma è solo una parte della verità, che come mi insegni, non sta mai da una parte sola. Gli zingari erano tollerati da un certo tipo di società (fra l’ altro molto più povera di quella di oggi, quindi il loro grado di povertà non “strideva” con la media) perchè occupavano una nicchia necessaria anche se marginale. In realtà agli inizi erano calderai, mediatori di cavalli, allevatori di cavalli, artigiani della pelle e si occupavano di un piccolo commercio. La storia li ha superati, o se vuoi non sono stati in grado di adattarsi (darwinianamente) alla nuova società, Di conseguenza la storia li ha emarginati e loro hanno fatto pochissimo per adattarsi. Oggi non hanno più alcuna funzione econonomica degna di nota, il loro sapere è superato e buono, forse, per ricerche antropologiche, il loro stile di vita in collisione con quello imperante. Oggi non ci sono più spazi per il nomadismo, almeno non nel primo mondo e quindi, piaccia o non piaccia, sono destinati, in queste condizioni, a sparire o a vivere per sempre ai margini di una società, la nostra, sempre meno ricca e sempre più chiusa a difesa di sè stessa. Certamente gli attacchi sono atti riprovevoli, da condannare, ma anche loro (i rom e i sinti) non possono essere completamente assolti ed è troppo comodo scaricare sempre le colpe su di noi. Lasciando anche perdere i casi (dubbi, forse, ma il dubbio non è assoluzione) di rapimenti di bambini, vogliamo ricordarci degli scippi, dei furti in appartamento, del furto di rame e di carburante (lo sai quanto costa rifare i pluviali o quanto costano alle F.S. cioè a noi i furti dei “poveri” zingari?), del traffico di droga, delle truffe immobiliari che ruota attorno al mondo rom e sinti ? Lo sai vero che se dovessi essere tamponata da un’auto rom le tue speranze di risarcimento sono inferiori a 0 (però tu paghi salate polizze assicurative) ?Dove finisce il loro diritto a vivere secondo uno stile oggi inapplicabile e il nostro di non essere derubato, scippato, truffato o peggio ? Piantiamola una volta e per tutte con il “chi ha più giudizio l’ adoperi” o con il solito pietismo imperante (che comunque, chi lo predica, raramente ne subisce le conseguenze !!) Ricordati anche che i “poveri ” rom sono molto bravi ad utilizzare le nostre leggi per sfuggire alle pene e non mi risultano casi di capi di campo Rom che hanno chiamato i carabinieri per denunciare quanti dei loro avevano commesso illegalità. Chi vive ai margini di un campo di nomadi a parte la svalutazione (fortissima) della casa (e non stiamo parlando di ville, ma di appartamenti pagate spesso con grossissimi sacrifici da chi spesso non può permettersi altro) deve confrontarsi con una piccola violenza strisciante quotidiana fatta di violenza, furti, prostituzione (la prostituzione infantile fra alcune tribù rom è molto alta) insicurezza a tutti i livelli. Chi ha più diritto: i nostri cittadini a vivere la loro vita per la quale pagano fior di tasse o i rom a vivere la loro e vivere sulle nostre spalle e sfruttando il nostro, costoso, sistema sociale, al quale nulla danno ??
    Personalmente ritengo che ci sia anche troppa tolleranza verso quella gente. Se si vogliono integrare, bene, siano aiutati dallo stato a farlo, ma le regole di integrazione sono le nostre, non le loro. Se, invece, vogliono vivere secondo le loro regole, perchè dovremmo pagare per loro ???
    SDE

  8. affabile ha detto:

    Sono concorde che è una minoranza che, sparite le condizioni che ne permettevano la sussistenza/sopravvivenza deve inventarsi altri modi per affermare il diritto di esistere. I rom di Ponticelli in buona parte sopravvivevano con il riciclaggio dei rifiuti, estraevano metalli che poi rivendevano. Il problema era che poi bruciavano gli scarti creando ovviamente disagi agli abitanti della zona, per non dire di altri dediti ai furti. E questo certamente non è positivo.
    Il diritto alla sicurezza dei cittadini non è messo in discussione.
    Difendere elementari diritti umani non significa automaticamente dire che è giusto che alcuni di loro rubino o commettano altri crimini.
    Ecco un dato che ho appreso ieri che mi ha colpito molto è che la speranza di vita media degli zingari (di cui la metà cittadini italiani da almeno 4 secoli) è 47 anni contro i 79 degli altri. Questo significa che sono persone che probabilemnte non potranno mai in tutta la loro vita accedere a una cura qualunque magari anche se sono bambini di poche settimane.
    La notte di Natale 2006 una giovane mamma zingara perse l’ultimo treno in provincia di Napoli. Passò la notte in sala d’attesa e nel freddo sua figlia di due mesi morì per assideramento. Ecco questa secondo me è una cosa assurda al di là se sua mamma, sua nonna sua zia o sua cugina hanno rubato.
    Io credo che l’unica via per l’integrazione sia iniziare dai bambini, dar loro scuola e cure mediche. Solo così si può sperare che crescino consapevoli di diritti ma anche di doveri di cittadini e non reietti della società che per sopravvivere possano fare le uniche possibilità che vedono, cioè mendicare rubare o frugare tra i rifiuti

  9. anonimo ha detto:

    Guarda che se la loro vita è di 47 anni è perchè il loro modo di vivere li porta a quella media. Il nostro sistema sanitario non esclude nessuno ex lege, (e Dio solo sa quanto ci costa.. per la mia regione sono stati stimati, per difetto, circa 10/mil 15/mil che vengono sottratti per curare zingari extracomunitari irregolari etc etc al benessere pubblico (praticamente a costi correnti credo 20 TAC evolute in meno all’ anno per assistere persone che contribuiscono 0 al suddetto sistema), però per ottenere quelle cure bisogna andare in ospedale, rivolgersi a strutture etc etc tutte cose che la cultura gitana sembra disprezzare. Doloroso il fatto della madre, niente da dire, ma sarebbe molto facile per me ricordarTi che quelle cugine, etc etc potrebbero aver portato a infarto, ictus e similari (tutti casi che posso documentare) molti anziani depredati nelle loro case di denaro faticosamente guadagnato o di ricordi di una vita (per non parlare degli atti vandalici cui indulgono quando l’ effrazione non comporta ritorni…”interessanti”).
    Posso concordare con l’ agire sui bambini, ma occorrono generazioni perchè si normalizzino… e intanto noi cosa dobbiamo fare ??? Aspettare e Sperare in un LORO ravvedimento ?? Inutile ricordarTi che se ci sono casi di positiva integrazione nella scuola, in una molteplicità dei casi uno o più bambini rom o sinti in una scuola normale creano non pochi problemi di inserimento, Pensi che le mamme delle amiche delle tue figlie ( o io con il mio) accetterebbero realmente queste integrazioni, se comportassero problemi di inserimento o ritardi nei programmi o inviterebbero alle loro festicciole un bimbo che vive in un campo rom ???
    Oppure farebbero cambiare sezione ai figli al primo problema ?
    In Italia nessuno nega diritti umani a nessuno, anzi se c’è qualcuno che potrebbe avanzare rivendicazioni sono proprio i residenti, i cittadini comuni visto che a forza di concedere tutto a tutti le nostre città sono state trasformate in quello che vediamo sotto i nostri occhi. Poi ci stupiamo del successo di certi partiti alle ultime elezioni ….
    Mi dispiace, sono per le soluzioni dure. Come società, abbiamo già dato e pagato un prezzo altissimo all’ insicurezza. A questo punto necessita maggiore fermezza e decisioni drastiche. I sinti italiani, sono italiani e in gran parte, poi, sono già inseriti, ma gli altri, mi dispiace, o si adeguano rapidamento o è meglio che tornino da dove sono venuti… e in fretta… Come loro hanno il diritto ad una vita dignitosa (che si devono guadagnare come facciamo noi residenti) noi abbiamo il diritto alla nostra sicurezza. Delle due viene prima la nostra sicurezza, perchè è la sicurezza dei cittadini è l’essenza stessa e la ragione prima dell’ esistenza di uno Stato.
    SDE

  10. affabile ha detto:

    Ma io non credo che diciamo cose diverse. Io non metto in secondo piano la sicurezza soltanto dico che è un bene irrinunciabile sullo stesso piano di scolarità e salute.
    Ci vorranno 3/4 generazioni perchè i bambini si integrino? Bene cominciamo allora non perdiamo altro tempo.
    Intelligente la tua provocazione sul bambini rom in classe e probabili contestazioni di genitori. E se ci pensi sono le stesse che chiedono allonanamenti di bambini handicappati o anche solo dislessici o iperattivivi che non sono certo così per colpa loro o dei genitori. E torniamo al punto di partenza: diritii dei più deboli=diritti di tutti.
    da questo punto di vista mia figlia S. qualche settimana fa mi ha dato una lezione memorabile: le avevo chiesto un po’ stupidamente chi fosse il suo compagno più bravo e lei mi ha risposto: siamo tutti bravi. Soltanto, qualcuno è più lento.

  11. anonimo ha detto:

    sono stata in romania nel 2001, come turista, con la mia macchina, ed ho scoperto vari aspetti di un paese meraviglioso e molto poco conosciuto. la cosa che più mi ha colpita è stata proprio la situazione degli zingari. innanzitutto i rom sono solo una minima parte della popolazione, circa il 5%, e non sono affatto nomadi, ma vivono in villaggi poveri ma molto laboriosi. la maggior parte ha una casetta che si è costruito con le sue forze, magari un po’ eccentrica, con guglie, cupole argentate e decorazioni di ogni genere, ma è una casa più che dignitosa. nelle zone rurali, che in romania sono ancora la maggior parte, tutti lavorano i campi o svolgono attività artigianali, producendo oggetti anche molto belli. nelle città invece le difficoltà sono maggiori e tanti chiedono l’elemosina o vivono di espedienti. quello che è certo è che questo tipo di vita non è una scelta, e appena possono cercano una vita stabile e “normale”. dico tutto questo perchè penso che dovunque ci sia povertà e discriminazione c’è anche delinquenza, e che comunque nessuno aspira a vivere in mezzo al fango e alla sporcizia, nessuno desidera per i propri figli una vita di stenti e di povertà.
    credo che come le generalizzazioni e i pregiudizi hanno provocato genocidi e tragedie immani (vedi gli ebrei, gli armeni e tutte le minoranze che nel mondo sono state perseguitate), così può accadere per gli zingari, se si accetta che in nome della sicurezza vengano incendiate le loro case e uccisi bambini innocenti. con questo non voglio giustificare ciò che di male i rom fanno, solo cercare di comprenderne le motivazioni più profonde. tra l’altro, e non è poco, questo clima di paura che si è instaurato di recente è frutto chiaramente di un disegno politico per spostare l’attenzione da problemi molto più gravi (la vera criminalità) a gente debole che non ha i mezzi per difendersi. e questo mi sembra molto vigliacco.

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