Gianrico Carofiglio

Ho appena finito di leggere "Ad occhi chiusi". L’altro libro che avevo letto di Carofiglio,  "Testimone inconsapevole" mi era piaciuto tantissimo, sia per la vicenda giudiziaria che per quella personale del protagonista, l’avvocato Guerrieri. Secondo me tutte le storie d’amore dovrebbero finire come finisce quella di Guido Guerrieri con quel gesto bellissimo che fa nei confronti dell’ex.

Anche questo mi è piaciuto però…mi ha lasciato anche angoscia.

L’avvocato Guerrieri parla della mia generazione, di quelli nati negli anni ’60 e dintorni.

Quelli cresciuti con i dischi in vinile.

Quelli che volevano cambiare il mondo ma non sapevano bene come.

Quelli che sostanzialmente si sentono oggi infelici. Perchè si sono separati, perchè non hanno avuto figli, perchè fanno un lavoro che non gli piace (Guido Guerrieri ha tutti e tre questi motivi) o per altro. Talvolta non c’è un perchè per essere infelici.

Tutta la mia vita è stata un lottare per essere felice. Fino ad oggi posso dire di sentirmi vittoriosa anche se qualche battaglia l’ho persa, soprattutto la più importante. E specchiarmi nell’infelicità della mia generazione non è bello, no.

Eppure non ho resisitito. Guido Guerrieri è ormai uno dei miei "amici di carta" come Salvo Montalbano e Petra Delicado. Così ho già comprato la sua terza avventura, "ragionevoli dubbi".

Ps…ma quanto mi piace Jack Vettriano quello della copertina del libro sopra.

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11 risposte a Gianrico Carofiglio

  1. cettyna ha detto:

    Le battaglie fanno parte di tutte le vita ed, in quanto tali, qualcuna viene persa e qualcuna viene vinta. Ma sono sicura che anche quando hai perso l’hai fatto con eleganza e dignità. Buonanotte, a domani

  2. Rosslare ha detto:

    ma quanti autori ti piacciono? 🙂

    Il mio lavoro mi piace ma continuo ad avere sempre meno tempo per leggere…

    le battagle sono battaglie ma contro l’ineluttabilità di una situazione nulla si può fare.
    Nemmeno una guerra.
    Purtroppo.

  3. bettydue ha detto:

    dischi in vinile, nastri di musicassette, cd fosforescenti, l’importante è la musica.. l’importante è la grinta per le battaglie.. ciao affabile valchiria

  4. lucy1957 ha detto:

    Vorrei leggerlo ma in questo periodo non ho molto tempo.
    un caro abbraccio Lucia

  5. tortadimele ha detto:

    sei già la seconda che parla di questo Carofiglio e me lo associa a Petra..mi toccheràprovare 🙂

  6. affabile ha detto:

    @tortadimele Sì..Guido e Petra sono molto simili…entrambi colti, entrambi con un forte senso della giustizia, entrambi non si vergognano di capire che il loro lavoro li coinvolge più del normale…Forse c’è qualche stacco generazionale…Petra è più grandicella quindi più distaccata, poi il fatto che sia donna le dà più capacità di gestire i suoi fallimenti mentre Guido è semrpe sull’orlo della depressione. Con Petra si ride di più.
    Fammi sapere….però poi non dirmi che non ti avevo avvisato che tende a deprimere…:-)

  7. Wolfghost ha detto:

    Ogni generazione ha le sue difficoltà 🙂 Quella di oggi è più… abile e certamente più fortunata, checché se ne dica: hanno a disposizione la conoscenza, sta’ solo a loro stessi decidere di usarla. Ma noi siamo più forti (forse perché ne abbiamo passate di più?). Almeno questa è la mia impressione 🙂

  8. affabile ha detto:

    @wolfghost: una delle persne che oggi mi è più vicina, Letizia, (il suo blog è tra i miei link) l’ho conosciuta dopo aver letto la sua autobiografia. Siamo quasi coetanee lessi una frase che mi colpì molto e le scrissi per dirglielo (è questo l’inizio di una grandissima amicizia) “la nostra era una generazione che non aveva nulla per cui lottare e molto da dimostrare”…questo porta forse al disagio di cui parlavi anche tu pochi giorni fa…

  9. aleike ha detto:

    Ciao, leggevo da Julia il post su Carofiglio, leggevo il tuo commento ed eccomi qui!Come avrai letto, anche io sono una sua ferventissima ammiratrice, anche per i motivi che dici tu, lui fa queste citazioni continui in cui noi che siamo della sua generazione ci possiamo tanto riconoscere.Vedo che anche tu ami la Pedra, io l’adoro, con il suo finto caratteraccio!Lei e’ una certezza, quando attraverso qualche periodo in cui vado a tentoni sulla lettura, uno suo romanzo e’ sempre un toccasana!:o)

  10. affabile ha detto:

    Ciao grazie del tuo commento hai colto il senso delle mie parole.
    Su Pedra….ma quanto ci sono rimasta male che ci si sia sposata però…era il modello della single felice…la mia collega con cui condivido la passione mi ha consolata “tranquilla quanto pensi che durerà questo matrimonio?”. A proposito hai letto il romanzo non giallo, sena Petra? Non ne ricordo il titolo.

  11. aleike ha detto:

    A chi lo dici!A parte che lei non me la vedevo proprio sposata, non era una donna che solo per un po’ si era adattata ad una vita solitaria, ma auspicando ad una convivenza, no, lei era una che amava il silenzio della casa con solo lei dentro, una donna che stava bene cosi’, con i suoi piccoli riti da single.Ma poi trovai un po’ frettoloso il modo di descrivere l’incontro con il marito, cosi’, all’improvviso trova l’uomo ideale, perfetto, con senso dell’umorismo, calmo, pacato, rispettoso, con per di piu’ due figli simpatici ed educati…mah….Speriamo bene, ossia che si separi!!!:o) Che bestie che siamo!
    SEGRETA PENELOPE dici?Si’, lo lessi, un po’ verboso ma interessante.Ciao e scusa la mia di verbosita’ ma l’argomento mi piaceva.:o)

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