Ci sono riuscita!

Dopo ben tre anni che non facevo abbonamenti ad alcunché, ho fissato 10 Spettacoli al  Teatro Bellini.

 

Comincio stasera con l’Ultimo Gattopardo con Luca Barbareschi. E’ la seconda volta che lo vedo in teatro, credo renda molto più che in televisione (però pure quel commissario crepuscolare di un paio di anni fa mi sembra, non era male…)

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8 risposte a Ci sono riuscita!

  1. Dustinthewind ha detto:

    Nel ’96 feci una mostra,la chiamai “Ultima dimora” sotto titolo “Poesia e degrado di Monte Echia a Pizzofalcone”.Realizzai fotograficamente il percorso che partiva con la foto della targa toponomastica ” Rampe Lamont Young già di Pizzofalcone”
    e finiva sopra con le tracce del tempio di Afrodite Euploia e quel che resta della famosa villa di Lucullo,dove appunto avvenivano le noti cene Luculliane.
    Nel bel mezzo,ovviamente,c’erano i bellissimi interni stile liberty di Villa Ebe (il castello).
    Quando fotografai gli interni della villa era stata da poco abbandonata,prima la teneva in vita il regista e pittore Pasquale Della Monaco nonchè fondatore del premio Utopia Lamont Young.Nel castello organizzava concerti e serate indimenticabili come L’omaggio a Fellini,ero quasi sempre fra i pochi fortunati presenti.
    La villa fu acquistata dal comune,quindi abbandonata,poi un incendio provocato dall’incuria distrusse gli interni.
    Si chiama(va) villa Ebe perchè era il nome di una giovane donna con la quale Young che se ne era innamorato,condivise i suoi ultimi anni di vita.Non resse alla troppa differenza di età e si uccise.
    Per questi motivi la mostra la intitolai “Ultima dimora”
    e forse anche per questo fui premiato.
    Villa ebe o castello Young e lì, ancora abbandonato,entrarci è un gioco da ragazzi (infatti lo fanno spesso i bambini) troverai tanto degrado ma anche molta poesia,e se sarai attenta,silenziosa e fortunata sentirai la presenza del grande architetto utopista.
    Dust

  2. cettyna ha detto:

    Bello. L’ultima volta ci sono stata al quarto anno di liceo.

  3. letiziajaccheri ha detto:

    ma e’ il gattopardo? perche’ si chiama l’ultimo? l’ignorantina…

  4. affabile ha detto:

    @letizia E’ liberamente ispirato al gattopardo in quanto appunto nel secondo atto si concentra sulla morte del principe, che nel libro è riportata solo come brevissimo frammento. L’autore ha integrato nel testo anche lettere e appunti di Tomasi di Lampedusa per dare appunto un quadro più completo del principe (il romanzo originale rimase incompiuto.)
    Bello. Mi è piaciuto molto, forse anche più del film. Barbareschi più bravo di Lancaster. Solo mi è dispiaciuto che due personaggi principali, Don Calogero e Angelica qui erano solo abbozzati e soprattutto Don Calogero troppo caricaturale.

  5. anonimo ha detto:

    beh tanto breve non è visto che occupa tutto la parte Settima del Romanzo. E’ corto, ma non frammentario, ma intensissimo. Ricorda, però, che l’ idea della morte permea tutto il libro e la produzione del Tomasi. Quella del Principe la riassume solamente. Il tema della morte, della dissoluzione, della fine rientra come leit motiv in tutta la restante, notevolissima, produzione letteraria dell’ Autore . Per rimanere sulla restante produzione del Tomasi, appartengo alla schiera di quelli che considerano Ligheia (o la Sirena che dir si voglia) il più bel racconto della letteratura italiana. Non voglio aprire un’ accademia letteraria sul tema o stilare classifiche, per carità, ma per giustificare la precedente affermazione devo ammettere che spesso mi sono sentito “allineato” ai personaggi tomasiani … un po’ Senatore La Ciura e un po’ Fabrizio di Salina (senza averne la testa,le capacità, la classe, o lo stile. Diciamo che di quei personaggi condivido alcune piccole sfumature caratteriali…il che, per me, è già tanto. Sono ben conscio dei miei limiti….presuntuosetto, sì,forse, ma… con juicio). Logico quindi che consideri Ligheia un punto irrinunciabile della letteratura italiana. Piuttosto, se hai voglia di leggere qualcosa d’ altro sul tema Gattopardo compera i Racconti di Tomasi di Lampedusa, nell’ edizione dell’ Economica di Ferltrinelli… se ami o ti incuriosisce il Gattopardo ne vale veramente la spesa !!!

  6. affabile ha detto:

    @anonimo. Grazie della tua segnalazione non conoscevo “i racconti” o meglio non mi avevano mai attratto più di tanto (in generale mi attraggono sempre meno i racconti anche se tempo fa aver scritto un racconto mi ha fatto vincere un lettore mp3). Sicuramente leggerò La sirena, anzi già ne ho avuto un assaggio da google libri, scoperto in questa occasione.
    E’ vero per quel poco (o quel molto) che ti conosco ti vedo molto simile a Fabrizio di Salina
    A proposito ho scoperto che Luca Zingaretti sta girando con uno spettacolo in cui legge la sirena, sarà nella mia città a Gennaio, che pensi varrebbe la pena? Lui mi piace molto come attore sia come Montalbano che negli altri suoi film che ho visto “alla luce del sole” e “i giorni dell’abbandono”

  7. anonimo ha detto:

    Se puoi, vacci di corsa. Ammiro moltissimo Zingaretti (più in Perlasca che in Montalbano) e penso abbia il tono di voce giusto per rendere il racconto. Scusa se insisto, prima leggi, però, il racconto. Quello che conta nel racconto, a parte la magia semionirica della trama, sono i particolari, le sfumature, gli ambienti… è come sentire Dante recitato da Gassman o da Foà (Benigni mi piace meno), si apprezza di più se conosci il testo.

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