La città tra conflitto e convivenza

Nell’ambito dell’incontro di cui vi ho parlato lunedì sono stata a questa conferenza

Mi ha colpita la prima relatrice, Ministro della casa e della città francese. Già che vi sia un ministero con questo nome va a favore dei francesi (noi al massimo potremmo inventarci quello della famiglia…o esiste già per caso?). Ha raccontato di tuttte le difficoltà del suo paese, ammesso la sostanziale impreparazione davanti alle rivolte delle banlieu. Immaginate un ministro italiano che va in Francia a dire cose del genere? Mi sembrava coraggiosa ad ammettere che soluzioni a breve non ve ne sono, ma bisogna solo lavorare a lunga scadenza per un progetto di integrazione reale delle periferie.

I relatori italiani hanno affrontato l’argomento sotto diversi punti di vista.

E’ stata un piacevole scoperta Isaia Sales che conoscevo solo come politico (è stato sottosegretario in un governo passato…Prodi 1? D’Alema? Boh…) uno dei pochi che stimo, anche come storico socio-economico. Voglio comprare qualche suo libro.

Si è parlato di stranieri. I dati parlano chiari: gli stranieri non sono una minaccia alla sicurezza, perlomeno non più degli italiani. C’è invece una domanda concreta di integrazione: i bambini stranieri frequentano le nostre scuole, le imprese di stranieri aumentano e le tasse sono regolarmente pagate: in proporzione pagano più tasse gli immigrati che gli italiani.

 Mi piacerebbe infine raccontare anche l’emozione vissuta ieri nella piazza più bella della mia città ma dovrei essere poetessa per farlo, cosa che non sono. Mi aiuto con le parole del Cardinale Sepe.

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5 risposte a La città tra conflitto e convivenza

  1. giarre ha detto:

    grazie del racconto

  2. carlac ha detto:

    Esperienza senza dubbio molto interessante. C’è molto ancora da fare, ma penso che la maggior parte deglio immigrati riuscirà ad integrarsi. Noi Italiani spesso ci dimentichiamo di quando andavamo a cercare fortuna all’estero. Posso immaginare anche le tue emozioni, sicuramente fortissime. Un salutissimo Carla

  3. affabile ha detto:

    @giarre ma tu per me sei la gran sacerdotessa di splinder, una tua richiesta per me è un onore…:-)
    Lo sai che una volta feci una ricerca artistica su google, capitai in un giro di blog diverso dal nostro solito e infine trovai in uno a caratteri cubitali il post DEDICATO A GIARRE?

    @Carla: però la ministra farnacese diceva proprio questo che non basta la buona volontà se no si finisce come loro…e almeno loro danno la cittadinanza ius solis (automatica per chi nasce in un certo paese) cosa che noi manco abbiamo…cioè, per fare un esempio (l’ho ascoltato alla conferenza) un bambino straniero iscritto regloarmente a scuola in Italia non può fare un viaggio nel suo paese di origine senza una complicatissima pratica, altrimenti perderà il diritto alla scuola…

  4. cettyna ha detto:

    Bello anche l’evento di domenica 21! Io ero a casa a seguirlo in tv. Mi è piaciuto il momento in cui il cardinal Sepe ha raccomandato al Santo Padre Napoli e la sua provincia, facendo seguire la sua raccomandazione da un “Santità, a Maronn t’accumpagn”!

  5. affabile ha detto:

    Sì hai ragione, Sepe è un bravo comunicatore ma è anche un uomo che ha molto da dire (non sempre le due cose coincidono ahimé). Hai letto “il sangue e la speranza”? Ne parlai anche qui il giorno di S.Gennaro e la trovi facilmente su internet e l’ha citata anche il papa.

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